venerdì 25 aprile 2014

HIDDEN CREEK Log #2: OUR SECRET BASE

Ciao a tutti!
Posto il log sbozzato della seconda sessione con un piccolo commento musicale alla fine.

HIDDEN CREEK Log #2: OUR SECRET BASE


Ultimo giorno di Giugno, 1977.
La rugiada è stesa come una sottile pellicola sopra l'intera Hidden Creek.
I primi raggi di sole di una giornata come tante altre in questa breve Estate illuminano le cime degli alberi risvegliando la cittadina.
E' passato qualche giorno dallo strano incontro di quel Sabato sera: ormai soltanto un vago ricordo, non è più nei loro pensieri. Un turista in difficoltà, ecco di cosa si era trattato, e per di più se la erano data a gambe come due bambini invece di aiutarlo. Meglio metterci una pietra sopra.
La luce penetra attraverso le assi che fissano la finestra del rifugio infastidendo i presenti. Come capita spesso, ritrovatisi a trasmettere il loro genuino entusiasmo fino a tarda notte, i membri del club si risvegliano al mattino in un'unica massa di sacchi a pelo e coperte in quello che era l'ingresso di un'anonima casa. Anche questa è divenuta una tradizione da quando, ai tempi "storici" del loro club, quando ancora bastava una casetta sull'albero per creare una società segreta, si appostavano in Estate, anche per un paio di giorni di fila a volte, sull'acero nel cortile posteriore dei VanDreel, la loro prima base.
Il Resto di Hidden Creek è preso dalla foga dei preparativi: fra due giorni inizierà la Summer Fest e come al solito ci si riduce all'ultimo secondo per avere la lista dell'organizzazione completata. Malgrado il sindaco Myhers la pensi diversamente, Hidden Creek non è fatta per quel genere di iniziative e le sue strette stradine che si perdono nel verde della foresta non sono l'ideale per organizzare un festival. Che ci pensi il Pinewood Sawmill Museum a fare da trappola per i turisti senza creare problemi alla cittadinanza. Eppure, incuranti delle lamentele di chi vorrebbe un'Estate più rilassata, bisogna lasciare spazio alle iniziative di quei quattro signori che di fatto decidono che cosa possa o non possa accadere in città. E in questa  lista è compreso anche il padre di Henry.
Qualcuno bussa alla porta del loro rifugio e malgrado lo stordimento dovuto alla solita nottata, qualcuno dovrà pure aprire...

John, ancora intorpidito, si alza a sedere sul pavimento e si stiracchia, fissando un attimo la porta inebetito prima di decidersi ad alzarsi.
Henry: "Vai ad aprire... non sono ancora le 10... chi rompe a quest'ora!"
Faticosamente, John si alza e arranca verso la porta.
Da sotto la pila di coperte spuntano solo i piedi di Casey che tentano di indicare la porta come per passare la palla ad uno degli altri due.

Dalla fessura nella porta fissata in modo molto approssimativo, si scorge la sagoma di un uomo  vestito in maniera elegante, pure troppo per essere a Hidden Creek. A John basta intravedere il completo bianco per capire che si tratta di Richard Myhers, il figlio del sindaco e direttore dell'Eritage Museum. Una persona fastidiosa insomma.
John sbuffa rumorosamente "Ragazzi, qui c'è Richard Meyers" poi si decide a aprire la porta, incurante dei suoi pantaloncini corti e della maglietta lisa che usa come pigiama.
Alla vista del debosciato, "Dick" Myhers rimane per qualche secondo perplesso, poi si lancia in un'amichevole conversazione: "Se non è il caro Johnny. Bentornato tra noi." l'uomo, sulla quarantina, lancia un'occhiata all'interno della base: "Posso disturbarvi ragazzi, so che siete sempre parecchio impegnati." Non si sa se vuole essere una battuta amichevole o un velato rimprovero.
John sfoggia un sorriso stropicciandosi gli occhi per la luce "Grazie Dick, come vedi eravamo appunto occupatissimi in attività di grande importanza! Di' tutto!"
Henry ancora assonnato dice: "Digli che non compriamo niente e mandalo via!"
Myhers fa una leggera smorfia: detesta essere chiamato "Dick", anche se tutti in città lo chiamano in quel modo comunque. Richard: "Ch'è anche il figlio del Capo. Come va Henry?" poi puntando con lo sguardo i piedi di Casey tra il casino che si intravede: "E' c'è pure uno dei Turner... spero che sia quello maschio. Non vorrei farvi sgombrare da qui." poi ci pensa per un istante: non è venuto a litigare con dei ragazzini.
Richard: "Ragazzi, Hidden Creek ha bisogno del vostro aiuto..."
Henry: "Non sarà quello stramaledetto festival?"
John: “Fammi indovinare, serve una mano per la Summer Fest, giusto?"
Richard: "perspicaci vedo. In effetti è così." si gratta una delle basette: "sono venuto ad offrirvi un lavoretto, se volete fare qualche soldo."
John inizia a frugare nel caos di abiti sparso sul pavimento alla ricerca della sua inseparabile camicia a quadri. "È sempre un piacere dare una mano per la Summer Fest, per una volta che qui si organizza qualcosa come si fa a dire di no?"
John: "Basta che non si tratti di lavare i bagni tutta la notte, come la scorsa volta. Se sì, almeno voglio un aumento."
Richard, con una punta di orgoglio nel sentirsi l'organizzatore della baracca: "Quest'anno, siete promossi a "curatori del reparto audio". Cosa ve ne pare?"
John: “Davvero?" John si rialza dal pavimento con la camicia ciondolante fra le mani, è sinceramente stupito.
Henry: “E il compenso?"
Dal mondo dei morti, Casey risponde: "Qualcuno vi ha tirato il pacco all'ultimo momento, vero?"
Richard fa finta di non sentire l'ultima allusione e spiega: "Vedete ragazzi, il compenso lo stabiliremo alla fine della manifestazione, in base al buon esito della stessa. In compeso avrete cibo gratis agli stand per la durata della manifestazione. Prendere o lasciare... e detto fra noi, mi sembra una buona offerta."
John si infila la camicia "Mi sembra ottimo. Cibo e bevande o solo cibo?"
Richard: "Cibo e bevande."
Henry: “Mi sembra un buon affare, ma vogliamo attrezzature buone, e non i pezzi da museo dell'anno scorso."
John: “Boh, a me sembra una cosa ottima, tanto ci si andava lo stesso tutti comunque. Che dobbiamo fare, boss?" John pensa di estrarre il suo tabacco e fumarsi una sigaretta, ma all'ultimo si trattiene.
Richard: "Bé, ragazzi, proprio per cominciare, cosa ne dite di trovare le attrezzature voi altri? Eh, non è una buona idea? So che siete bravi con queste cose tecniche, guardate che bella stazioncina che avete montato qui. Sono sicuro che sarete in grado di arrangiarvi a dovere."
Da sotto la pila di sacchi a pelo, Casey sussurra: "avevo ragione."
John: “Eddai ragazzi, sempre a lamentarvi, su. Sarebbe anche ora che facessimo qualcosa per questa festa, ci sarà un sacco di gente che viene per quello, è una cosa bella, su su... andiamo dai." John inizia a scuotere col piede le sagome della gente a terra.
Richard, impaziente: "Allora lo prendo come un sì? Vi occuperete voi dell'organizzazione dell'audio?"
Henry: “Non vedo obbiezioni, è andata."
John: “Io voto di sì!" John alza la mano e guarda la pila di sacchi a pelo con aria di sfida.
Casey: "...ok."
Richard, visibilmente soddisfatto di aver avuto questa idea geniale e ansioso di informare suo padre del progresso: "Eccellente. Avete due giorni di tempo per sistemare tutto, il due comincia il Festival e non vorrei che ci fosse qualcosa fuori posto per allora."
John ci pensa un attimo "Tutto? Ma aspetta un attimo, cosa intendi..."
Henry: “Frena, frena, non ci hai detto un tubo! Dove dobbiamo portare la roba e come ci organizziamo? Non puoi venire qui e scaricarci tutto sul groppone e poi filartela!"
Richard mette avanti le mani: "Calma, calma. Come vi ho detto, mi fido di voi. Voglio vedere un lavoro con i fiocchi. Se farete bene tutto, verrete ben retribuiti, promesso." l'uomo comincia a sudare freddo: "Sentite, non me ne intendo di questa roba, ma all'incirca andrà bene lo stesso tipo di lavoro che hanno fatto lo scorso anno quelli di Crandon. Basta che sistemiate gli altoparlanti, colleghiate tutto, vi accertiate che sul palco i microfoni funzionino... solite cose insomma." Dick è palesemente in difficoltà: "Bé, solite cose, già."
La testa di Casey spunta solo per permettere al ragazzo di mettersi due mani sul viso.
John: “Strumenti, attrezzatura, cavi eccetera sono già lì, spero..."
Henry: “Sistemare cosa? Ma sei rincretinito più del solito? Per mettere altoparlanti e mettere fili ad un palco servono operai specializzati... Come si fa ad essere così disorganizzati?"
John si volta verso Henry "Vabbè, dai, ti ricordi alla festa del liceo anni fa, avevamo fatto tutto da soli, non era stato così terribile. Vabbè che ero quasi rimasto fulminato, ma si può fare. Magari stavolta si cerca di non farlo mentre piove."
Henry: “E mancano solo due giorni...Oh, il paparino ti scuoierà stavolta!"
Richard scatta all'indietro come un gatto rivolgendosi a Henry: "Modera il linguaggio, eh?" poi si schiarisce la gola: "Ecco sì. Il tuo amico Hippie ne sa più di te. Bravo Johnny, sapevo di potermi fidare."
Casey coglie subito la palla al balzo: "Dick... perché non ci anticipi qualcosa? Abbiamo bisogno di fondi per tutta questa cosa. Manco degli operai specializzati accetterebbero un lavoro simile così.. uhm, approssimativo."
Henry: “Dovresti, e non hai grandi alterative....Altrimenti il paparino ti sculaccierà!"
A Richard prudono le mani ma si trattiene: "E sentiamo, il vostro club di quanto ha bisogno per farmi- anzi, per fare a Hidden Creek un servizio di questo tipo?"
John si mette a raccattare i sacchi a pelo in giro e lascia rispondere gli altri, non è mai stato bravo nelle cose di denaro.
Henry: “Sui 500 dollari, per affittare le attrezzature e montare il tutto."
Richard: "Ok, ok, ma se fate qualche casino dovrai essere tu preoccupato del tuo di padre, Henry." Richard senza tante cerimonie si congeda: "Passate al museo per mezzogiorno, vi farò lasciare una busta."
John: “Grazie "Richard". Ci diamo da fare!"
Dopo che Richard se ne è andato, John si rivolge agli altri "Beh, credo che inizierò a sentire un po' di amici per vedere se hanno cose da affittarci. Potremmo anche chiedere alla scuola, avevano un vecchio impianto..."
Casey: "Gentiluomini, se ce la giochiamo bene, riusciamo a farci una cresta considerevole..." poi rallenta per un secondo: "sempre se Henry è dei nostri..."
Henry: “Ormai sono in ballo Casey, ma comunque siamo in una brutta situazione... C'è troppo lavoro da fare!"
Henry: “Ma l'idea di spennare quell'allocco di Dick è troppo allettante."
Casey, dopo aver ritrovato a fatica i propri occhiali da vista in mezzo al disordine che regna sovrano nella base segreta: "Allora, serviranno dei rinforzi... se chiamo a raccolta qualche vecchio amico forse riusciamo a formare una bella squadra. Dovremo allungare qualcosa in giro, ma ne varrà la pena."
John annuisce "Direi che la prima cosa da fare è un giro di telefonate."
Henry: “Questo mi sembra un lavoro per John!
Casey cercando di rendersi presentabile per poter tornare in centro: "Dividiamoci il lavoro allora: ci vediamo a mezzogiorno davanti al museo, vedremo cosa saremo riusciti ad organizzare nel frattempo."
John: “D'accordo, a dopo! Ho giusto un paio di amici che potrebbero fare al caso nostro, dovrebbero avere roba per fare musica e ce la daranno senza problemi in cambio di cibo, birra e compagnia."
Henry: “Io torno a casa, per vedere se il mio vecchio ha qualcuno nei lavori socialmente utili che può mandare a montare l'attrezzatura, ma non sono ottimista."
Mentre si preparano per uscire dal loro rifugio, un boato li coglie di sopresa facendoli trasalire. Il fragore proviene viene dall'esterno della base, un tonfo secco, come se qualcosa avesse impattato sul tetto della vecchia casa abbandonata.
Henry esce per vedere dall'esterno.
John sobbalza e segue l'amico.
Anche Casey, nonostante non sia coraggioso come i due amici, si accoda.
All'esterno della base, guardando in alto, vedono parte del tetto distrutto.
Qualcosa è caduto dall'alto sfracellandosi sulle  tegole malridotte.
Basta voltare leggermente lo sguardo per capire di cosa si tratta: dalla vecchia torre dell'acqua, leggermente inclinata, si è staccata la scaletta metallica che conduceva alla sua sommità e questa, impietosamente, ha deciso di suicidarsi proprio contro il loro amato rifugio.
Adesso, sola e con i cavi tranciati, la loro antenna li osserva silenziosa dall'alto della vecchia torre, per sempre muta.
Henry: “Fanculo....quell'altennna era costata un casino! Spenneremo Dick per bene! Andiamo dentro e recuperiamo il salvabile, prima che la cisterna finisca l'opera."
Casey osserva il tetto sfondato e mormora: "se non ci sbrighiamo ci fotte anche il resto delle apparecchiature..."
John resta per qualche secondo impietrito dall'orrore "Occavolo..." poi si precipita a cercare di salvare il salvabile.
Henry entra e prende la radio, il microfono e tutto quello che ha a tiro e lo porta fori.
Henry: “C'è ancora roba da prendere dentro, muovete il culo!"
Anche Casey fa lo stesso.
I tre staccano lo staccabile dal muro della loro postazione radio mentre dei rumori sinistri provengono dal primo piano della casa: presto cederà tutto.
Nella concitazione del momento qualcuno scontra con gomito la vecchia radio che giace triste in un angolo della stanza, sotto il poster di Kennedy, che è è stato attaccato al muro dopo un aceso dibattito, ancora controverso, tra John e Henry.
Il fastidioso white noise crea un sottofondo irritante mentre Casey tenta di salvare il cestone dei vinili.
Henry raccoglie la radio e da uno sguardo al'odiato poster: "Kennedy può anche restare li".
John sbuffa rumorosamente mentre raccatta ogni sorta di oggetti sparpagliati in giro, compresa la sua chitarra che aveva lasciato in un angolo.
Mentre sta per spegnere la vecchia radio, Henry sente qualcosa tra il rumore di sottofondo, o gli pare di sentire qualcosa. Forse è solo la tensione di questi momenti concitati, o forse è dell'altro.
Tra il fruscio indistinguibile,  per un attimo sembra come ci una trasmissione radio, appena udibile, niente più che un sussurro, si intrufoli tra i suoni incomprensibili.
Henry cerca di ascoltare con più attenzione.
Appena più che il suono lontano di parole che provengono chissà da dove, un messaggio arriva fino a Henry Kincaid: ""I membri... del The Old... Gentlemen's Club... sono pregati... di partecipare... alle attività della..." non è una voce maschile o femminile, non è un voce in senso stretto.
Casey vede l'amico imbambolato con la vecchia radio in mano: "Henry, muoviti!"
Henry prende la radio e la porta fuori, ignorando la voce per il momento.
John: “Henry, che stai facendo, qui rischia di crollare tutto, prendi la radio e andiamo!" John si avvicina all'amico
Dal piano sopra di loro si sente il tetto cedere definitivamente.
Il peso della scala metallica ha aperto in due la copertura già danneggiata dagli anni di incuria: le tegole e parti del tetto entrano a forza nella casa.I tre amici vedono distintamente il soffitto sopra di loro, ossia il pavimento della vecchia camera da letto del primo piano, cominciare ad incrinarsi pericolosamente.
John: “Tutti fuori, presto!" John spintona gli altri due e si precipita verso l'uscita.
Henry esce di corsa con la vecchia radio in braccio.
I tre fanno appena in tempo ad uscire per vedere una nube di polvere alzarsi dalla vecchia casa mentre la loro base segreta collassa sotto il peso crudele del tempo.
 Henry senza abbandonarsi al sentimentalismo chiede a Casey: "Abbiamo preso tutto?"
Il ragazzo, seduto sul prato incolto davanti alla base, senza distogliere lo sguardo dalla devastazione: "Quasi tutto, sì."
Henry gli tira la radio: "Controllala, fa degli strani rumori!"
John fissa la base con un'espressione desolata.
John: Si lascia cadere seduto a terra.
Casey afferra la radio senza farla cadere per terra; da essa fuoriesce solamente un fruscio desolante, perfetta colonna sonora per quel momento: "E' rotta, come sempre..." poi, preso da un impeto di rabbia dovuto all'impotenza rispetto a quell'evento, scaglia la radio per terra: "Che importanza ha?" poi volge lo sguardo verso Henry: "Tu non provi niente, vero?"
Henry: “Ci sono momenti per i sentimentalismi e momenti per altro....Dopo il festival cercheremo un nuovo covo, ma adesso abbiamo fin troppi problemi."
John si scuote dall'orrore: "Ragazzi, per favore, non litigate. Un momento di silenzio per la nostra base, almeno questo." allunga una mano per afferrare la sua chitarra.
John: “La ricostruiremo, con quei soldi... più bella di prima e soprattutto più solida." con la chitarra, inizia a suonare un blues malinconico.
Henry: “Oh Gesù, ci mancava solo la strimpellata per uccidere tutto ciò che restava di buono in questa giornata!"
Casey guarda con aria cupa Henry mentre si rialza: "...mi spiace che tu la veda in questo modo." poi, sospirando profondamente: "Se volete scusarmi, vorrei solo andarmene a casa. Henry, dovresti dire a tuo padre di quello che è successo, è il Capo dopo tutto." 
Trascinando i suoi passi comincia ad allontanarsi, Casey vuole solo svegliarsi da questo brutto sogno.
Henry: “Casey, è inutile rattristarsi per un posto. Ciò che conta è essere illesi e rimanere insieme. Abbiamo già cambiato covo in passato e finché siamo uniti possiamo sempre farne un altro."
Casey si volta: "Hai ragione..." dopo una breve pausa: "ci vediamo a mezzogiorno, vedo di trovare più gente possibile."
John: “D'accordo... a dopo. Coraggio, amico mio." John continua a fissare le rovine della base e a "strimpellare" con la chitarra.
Henry: “Anche io torno a casa e dico a mio padre quanto è successo. Vedrò di tornare qui prima di mezzogiorno per recuperare tutto e spostarlo nel mio garage."
Facendosi coraggio a vicenda, i tre si separano.
Questa non è la prima volta che il loro club viene messo in pericolo: in quella che ricordano come l'epoca d'oro, ci fu un evento che mise la parola fine per quattro anni alle loro vicissitudini. Eppure, superarono anche quel momento. Ma quella storia deve rimanere segreta, come prezzo da pagare per la rinascita dell'Old Gentlemen Club.

Mezzogiorno.
Il sole batte con particolare insistenza oggi, mentre i turisti bivaccano all'ombra degli alberi vicino alla Town Hall, di fronte all'Hidden Creek Heritage Museum, staziona come un soldato di vedetta Henry.
Come sempre il primo a giungere ad un appuntamento, il giovane scorge la sagoma di VanDreel lungo la strada assolata. Se ripensa alla reazione di Pa Kincaid, non è stata delle più calme. Da sempre contrario a quel dannatissimo club, ha sempre tollerato la sua esistenza perché ha sempre reputato meglio per i giovani di Hidden Creek aggregarsi che dedicarsi a qualche solitaria attività potenzialmente sovversiva.
Ma nonostante tutto Clarke Kincaid è un uomo ragionevole e, dal momento che nessuno si è fatto male, è disposto a passarci sopra a patto che la finiscano con quel club. Questo Henry dovrà dirlo eventualmente ai compagni, ma una cosa alla volta.
Henry va incontro a John: "Quanta gente hai trovato disposta ad aiutarci?"
John scuote la cenere dalla sua sigaretta "Un gruppo di miei amici dovrebbe essere in viaggio con un pulmino in questo momento. Hanno un po' di strumenti, qualche amplificatore e cose varie. Anche loro chiederanno in giro e dovrebbero trovare abbastanza gente da aiutarci. Ho promesso cibo e bevande gratis a tutti, ma immagino non ci siano problemi."
Henry: “Dipende, a Dick potrebbe non piacere. Nel caso ci parli tu, dato che non gli vado a genio. Ora entriamo e prendiamo un po' di dollaroni."
John: “Alla peggio prendiamo il cibo e le birre noi e le portiamo a tutti." John getta il mozzicone e segue l'amico.
L'elegante villa, trasformata in museo, accoglie all'interno i due giovani.
Proprio alla scrivania nell'ingresso siede la signora Juliet, o Ma Kincaid per Henry. La donna, opportunamente informata di quanto accaduto alla base segreta, lancia un'occhiata vagamente preoccupata ai due: "Si può sapere cosa è successo?!"
John, con il suo solito sorriso tranquillo "Buongiorno signora Kincaid! C'è stato solo un piccolo crollo, ma stiamo tutti bene, niente di cui preoccuparsi."
Henry: “Niente Ma, tutto tranquillo... è solo Pa che esagera sempre! C'è Dick?"
La signora Kincaid: "Di-" si corregge subito: "Richard aveva lasciato per voi una busta."
Henry: “Perfetto!, la prendiamo e leviamo le tende!"
Juliet, con tutto il candore del mondo: "Non preoccupatevi l'ho già data a Diane, è passata un quarto d'ora fa. Cara ragazza, è proprio un maschiaccio per girare ancora con voi ragazzi."
Diane.
Diane.
Diane.
Perché finisce sempre in questo modo?
Il quarto membro del The Old Gentlemen's Club, colei che per prima infranse la sacra regola del club per soli uomini fingendosi suo fratello e costringendo poi i ragazzi ad accettarla nel gruppo.
Quella Diane.
Henry: “Oh no! Dobbiamo fermarla prima che li scialacqui tutti!"
John: Usciti dal museo, John si arrotola una sigaretta e sbuffa una nuvola di fumo verso la piazza. Alla fine, dovrebbe essere facile trovare Diane e chiederle che fine hanno fatto quei soldi. Ma anche la metà basterà per riparare la base, quindi perchè preoccuparsi? E poi ha sempre avuto un po' un debole per il suo spirito ribelle.

Dopo aver fatto un sopralluogo, per sicurezza, alla vecchia torre dell'acqua, l'agente Andrew Kosinski, il braccio destro del Capo Kincaid, torna sui suoi passi seguendo ciò che resta della White Elm Road tra la vegetazione e i ruderi delle altre abitazioni. L'uomo si passa una mano in volto per lisciarsi i baffetti, nulla in confronto ai baffi ben curati e importanti del Capo, di cui Kosinski nutre una profonda ammirazione. Mentre è assorto nei suoi pensieri, vicino al poliziotto passa un'ombra. Ciò che per qualche istante gli è sembrato un uomo dalla corporatura robusta si rivela nient'altro che un gioco di luce tra i lunghi rami del bosco.

Davanti alla casa diroccata, rudere della base segreta, un uomo vestito con abiti di città osserva assorto quelle rovine. Il suo volto dal naso importante e dalla carnagione olivastra rivela la sua origine di Nativo. L'uomo, per quanto imponente minaccioso possa sembrare, ha un attimo di esitazione quando vede una vecchia radio gracchiare per terra, monotonamente.
Qualcosa sta per abbattersi su Hidden Creek, e forse è arrivato troppo tardi per prevenirlo...


FINE DELLA SESSIONE






Il pezzo che John suona in onore della vecchia base distrutta è "Dark was the night, cold was the ground" di Blind Willie Johnson, registrata nel 1927. Non lo sa ancora, ma alla fine del 1977 questo brano verrà inviato nello spazio sul Golden Record del Voyager, per esprimere agli alieni il concetto umano di "solitudine". 

A presto,

Zorkaan "John VanDreel"

giovedì 24 aprile 2014

HIDDEN CREEK LOG #1: THE OMEN

Ciao a tutti!
Come richiesto, posto il log sbozzato della prima sessione con un piccolo commento musicale alla fine.



HIDDEN CREEK LOG #1: THE OMEN


Quella sensazione di fluttuare nello spazio infinito dove non ci sono punti di riferimento, direzioni, nulla che possa indicare la strada.
Il silenzio dello vuoto cosmico è perturbato da quelle navette che schizzano veloci come tante piccole lucciole impazzite. Le esplosioni e le scie colorate disegnano strane geometrie tutt'intorno.
Che vita, quella nello spazio.
Una vita avventurosa, lontana dalle piccolezze presenti qui, sulla Terra.
Presenti qui, ad Hidden Creek.
Vivere una vita come quella di Han Solo è chiedere troppo?
Finito il meritato riconoscimento per un'impresa così nobile, i titoli di coda staccano a forza da quel mondo lontano. E nonostante questa sia quarta volta che vengono a vedere questa pellicola, lo stupore è rimasto inalterato.
Non che il piccolo cinema all'aperto dia altro, questo mese.

Hidden Creek, 25 Giugno 1977.
E' l'inizio di un'Estate come tante altre, qui ad Hidden Creek.
Per tutto l'Inverno e la breve Primavera la cittadina non fa che prepararsi per quando l'alta stagione porterà qui volti nuovi e altri meno nuovi.
E adesso che i turisti cominciano a riempire i dintorni del paese, non si fa altro che pensare a come spremerli il più possibile.
Forse "spremere" non è il verbo più delicato da usare nei confronti di chi effettivamente porta di che nutrirsi per l'Inverno, come fossero tante ghiande umane, ma visto dalla prospettiva di è costretto a rimanere qui, beh, ogni turista è un piccolo fascio di banconote.
Già, per chi è costretto a rimanere qui.
Perché, in fondo, chi può tenta di andarsene da Hidden Creek, Wisconsin.
Forse i vecchi non lo ammetteranno mai, ma forse l'idea di trasferirsi nel mezzo del nulla non è stata una delle migliori, in retrospettiva.
E così, tra gente che ritorna quel breve lasso di tempo per salutare parenti e affini durante il mesi caldi, c'è sempre quella sensazione di chi, forse, non si sente più a suo agio tra i fitti boschi della Forest County.
Le serate, anche estive, sono fresche, qui.
La piccola folla, uscita dal cinema, si avvia alla luce traballante dei radi lampioni elettrici verso il centro cittadino, o il parcheggio.
Presto, solo due persone rimangono davanti all'ingresso del modesto cinema all'aperto, mentre dietro di loro il cartellone di Star Wars, già usurato per l'esposizione alle notti del Wisconsin mostra ancora per qualche istante un mondo esotico.

Indugiando un attimo davanti all'ingresso sotto la luce di un lampione, John estrae da una tasca un pacchetto e inizia a arrotolarsi una sigaretta. 
Soffiando una nuvola di fumo con un aroma pungente, commenta "Inizio a saperlo a memoria, questo film."
Henry continua a fissare la locandina: "Proprio un bel film, speriamo che facciano un sequel."
"Dici che è possibile? Beh, ma chissà quanto ci metteranno... e chissà quando arriverà fin qui."
"Comunque questi film parlano sempre di guerra, in un modo o nell'altro... l'unico personaggio che decide di non combattere viene subito ucciso. Peccato, il vecchio mi piaceva."
Henry: "Ma ammettiamolo, il tizio con la maschera, Darth Vader è sicuramente un personaggio intrigante."
John: "Non lo so, a me piaceva Obi-Wan, secondo me smettendo di combattere ha voluto dare un esempio a Luke, con la violenza non si ottiene nulla."
John: "Poi ovviamente però suggerisce come fare a Luke a fare saltare in aria la morte nera... chissà quanti soldati erano a bordo, ci hai pensato?"
Henry: "Vallo a dire ai soldati sulla Death Star!"
John: "Vabbè, loro hanno distrutto un pianeta, ma che c'entra... se si continua così, diventa un circolo vizioso. Te lo dico io, la guerra non finirà mai e ci faranno infiniti sequel..."
John: "Proprio come per le guerre vere." John getta il mozzicone in terra si ferma a guardare il cielo per un attimo.
Henry: "Speriamo anche in dei prequel e negli special natalizi."
Finalmente Ron, che alla sera lavora come maschera e bigliettaio nel cinemino compare dall'uscita facendo un cenno ai due.
Ventidue anni, capelli biondicci, e pallido come un cadavere, il figlio del signor Tamlyn, quello della drogheria Lincoln Market vicino alla parocchia, col suo solito sguardo tra il ruffiano e il condiscendente saluta i due Vecchi Gentiluomini: "Ragazzi, qui c'è gente che lavora..." dice prima di avvicinarsi: "Sempre qui a cazzeggiare, eh?"
John sbuffa "Prequel? Da quando fanno i prequel di un film?" poi si rivolge al nuovo arrivato con un sorriso: "Ehilà Ron, come vanno gli affari? A te piace il film?"
Henry: "Ehi Ron, come andiamo?"
Ron digrigna leggermente i denti: "Oh, quelli vanno bene... ah, intendevi il negozio, vero? Mi è venuto a nausea questo diavolo di film; è l'ultima volta che per fare qualche spicciolo extra mi ci impantano qui."
Ron: "E voi, Vecchi Gentiluomini, cosa mi dite? La vostra base segreta è tornata in attività?"
John : "Guarda, volevo ricominciare a mandare cose sulla radio e proprio l'altro giorno cercavo di pensare a un po' di musica da trasmettere. A te andrebbe qualcosa di specifico?"
Henry: "Il mio vecchio vuole darmi una radio in disuso alla stazione."
John annuisce "Sì, intanto per cominciare un nuovo apparecchio non ci farebbe male... quello vecchio chissà se funziona ancora."
Ron: "Ah, di musica non ci capisco proprio... e poi giù alla drogheria non abbiamo più una radio da un paio di mesi." il giovane fa un sospiro: "Ve lo ricordate quando eravamo ragazzini, voi e il vostro piccolo club. Ora potete dirmelo: perché non mi faceste entrare?"

Già, il club.
Ma allora si trattava di qualcosa di differente, un modo come un altro per avere una propria identità in questo luogo dove tutti erano estranei.
John fa spallucce e sorride "Boh, forse perché non ci capivi di musica. Siamo cresciuti adesso, se mettiamo su qualcosa ti si fa sapere, magari potresti fare recensioni di film con tutta la roba che ti sei sorbito qua!"
John : "Sigaretta, per farmi perdonare?" John offre il suo misterioso tabacco a Ron.
Henry: "Io non la fumerei: non sai mai quale strana sostanza ci può infilare dentro."
John : "Sei esagerato come sempre, è una miscela speciale, me l'ha fatta avere un mio amico. E te lo assicuro, è persino legale... almeno credo."
"A quella non si dice mai di no..." dice accettando di buon grado l'offerta e facendo finta di non sentire il figlio dello sbirro.
Poi, pensando al presente: "Vi invidio ragazzi,dico sul serio. Da quando è finito il Liceo, mi sono sempre chiesto come sarebbe avere una vita che non sia rimette a posto quelle dannate scatolette di metallo.Chi vuole mangiare quella roba, poi?"
John accende la sigaretta a Ron con un fiammifero "Ron, ti ricordo che ci siamo cresciuti con quella roba... comunque è possibile cambiare vita, o i tuoi ti fanno storie?"
Henry: "Ma alla fine la vita qui non è tanto male: aria buona, gente ammodo e tanta natura. Solo che alla lunga le stesse facce diventano monotone, senza offesa."
John scoppia a ridere "Ma guarda un po', e io che torno per rivedere la tua brutta faccia!|"
Ron: "Alla fine, credo che ognuno di noi abbia un posto che gli è proprio, un ruolo, no? E poi ha ragione Henry, cosa c'è di meglio di Hidden Creek?"
Il ragazzo ringrazia della sigaretta: "Meglio che vada, domani mattina mi devo alzare, io..." con un gesto di saluto poco convinto, Ron si congeda: "se vedete mia sorella Shelly ditele di muovere le chiappe che questa volta il vecchio la scuoia."
Henry sghignazza: "Va bene, Se la vedo posso prima invitarla a prendere un caffè?"
John fa un cenno di saluto: "Sempre in giro eh? Glielo faremo sapere. Stammi bene Ron, ci si vede in giro!"
John: "Bell'approccio, Henry, alle dieci di sera. Ok che è sempre ora per un caffè, ma insomma. Magari la si invita più banalmente a bere qualcosa."
Henry: "E riecco l'esperto che dice la sua....Vah, andiamo a mangiarci qualcosa?"
John: "Dai, d'accordo ho fame. E poi, se incontriamo Shelly un caffè in fondo mi andrebbe pure."
La stradina è silenziosa, i lampioni che ad una notevole distanza gli uni dagli altri illuminano a tratti la notte estiva lasciano intravedere le stelle sopra di loro.
Dovunque lo sguardo si posi, c'è sempre l'onnipresente ingombro dei pini e degli aceri che delineano il confine con i boschi.
Dall'altra parte della strada, in mezzo alla vegetazione, si scorgono spettrali i resti della Hidden Creek mai riscostruita, tetti e ruderi che nessuno si è preso la briga di rimuovere e che creano un senso di abbandono che poco si addice ad una località che tenta disperatamente di essere turistica.
Finalmente superata la piscina pubblica, sulla cui superficie si riflette sfocata la luna, i due giovani si ritrovano nei pressi del Wisco, che rimane aperto fino a mezzanotte in Estate.
John : John si frega le mani "Ah, il caro vecchio Wisco. Meno male che adoro i loro hamburger, altrimenti sarei già morto di fame."
John : "Sai, ho un sacco di amici che hanno deciso di diventare vegetariani, giù alla Madison... ci ho pensato, ma in questi momenti, è dura."
Henry: "In effetti è la cosa migliore di questa città! Non c'è nessun locale in America che faccia qualcosa di paragonabile ai loro panini."
Henry: "Vagani? Queste  nuove tendenze mi paiono stupide.
L'uomo è fatto per essere onnivoro.
Non c'è ragione scientificamente valida per rinunciare ad una bella bistecca."
John: "A essere sincero, prima o poi troverò il coraggio, magari dopo l'Estate. Mi rendo conto delle loro ragioni, ma a quest'ora in questo paese non c'è niente da mangiare e se ordinassi un hamburger senza carne chissà cosa mi direbbero."
John : "Hai mai pensato a quanto soffrono gli animali per darci da mangiare tutta questa carne? La gente ne mangia troppa, questa è la verità. Dovremmo essere in grado di alimentarci senza uccidere altri animali..."
John si ferma, indugia e si arrotola nervosamente un'altra sigaretta, sembra essere in una piena crisi di coscienza.
John: "L'hamburger di Wisco... è da quando sono tornato che non lo mangio... potrebbe essere un gesto radicale, cambiare ora e tutto il resto sarebbe in discesa."
Henry: "Beh, la sofferenza degli animali salvano dalla fame un sacco di persone, è la catena alimentare amico."
John : "Non capisci, Henry, noi esseri umani possiamo scegliere di non uccidere animali innocenti, sono nostri simili, basta guardarli. Se riesco a rinunciare all'hamburger di Wisco stasera, forse sarò una persona migliore. Accumulerò karma positivo."
John fuma nervosamente adocchiando il fast food. Drammi del primo mondo.
Henry: "Tu accumula tutto il karma, o come diavo si dice. Io entro e mi faccio un panino con doppio bacon e formaggio."
Detto questo entra nel locale.
John getta il mozzicone e lo segue.
Ad accoglierli ci pensa immediatamente Hollie che questa settimana ha il turno serale. E pensare che una volta avevano qualcosa in comune con lei. La giovane cameriera del Wisco senza troppe cerimonie indica un tavolo e saluta in maniera appena decente i due: "Ah, buonasera "gentiluomini". Accomodatevi pure."
Il fatto è che non si ricordano nemmeno cosa le hanno fatto. Vai a saperlo, ma è diventata una tradizione per i membri del club essere trattati male da Hollie Dewey. 
Qui a Hidden Creek ogni cosa diventa una tradizione.
"Ehilà Hollie, bella serata eh..." John si avvia verso il tavolo e si siede.
Henry con tono sarcastico dice: "Dolce come sempre, Hollie." e si accomoda al tavolo.
Visto che oggi è Sabato, il Wisco pullula di gente.
Il suo arredamento rustico, fatto con il sano e robusto legno dei dintorni, fa a pugni con i colori sgargianti della catena di ristoranti.
Nella confusione dei turisti, mentre stanno per ordinare alla rossa Hollie i loro panini, qualcuno li sta osservando.
E' solamente una sensazione, ma entrambi, nello stesso momento, sanno di di essere scrutati.
Henry gira la testa e cerca volti conosciuti tra la folla.
John, che stava cercando dentro di sé il coraggio per non ordinare un hamburger "Si volta e scruta da sopra lo schienale della sedia."
Dall'altra parte del locale, un uomo poggia sul tavolo quanto basta per pagare il suo caffé e qualcosa in più per Hollie per alzarsi subito dopo.
Dalla loro posizione, cercando di vedere meglio tra le teste dei vari avventori del locale, i due amici tentano di focalizzare la sagoma dell'uomo.
Questi si rivela essere individuo robusto, sulla trentina, dai lunghi e lisci capelli neri. Poco altro scorgono mentre costui, che indossa un completo di città, si avvia all'uscita.
John scruta lo straniero "Hai visto, un altro che beve caffè la sera. Che strano tipo, non sembra un turista."
Henry: "Decisamente. Va beh, ordiniamo intanto!"

Dopo aver stuzzicato ancora per un po' Hollie, che dal canto suo si impegna per essere adorabilmente insopportabile nei loro confronti, e dopo aver letteralmente divorato i loro menù Wisco è il momento di lasciare il locale.
Fa certamente piacere vedere tutto quel movimento in città, anche se la sua stessa natura passeggera in qualche modo lascia un leggero retrogusto amaro da qualche parte nel loro intimo.
John passeggia guardando le facce nella folla, sorridendo ai passanti (e soprattutto alle passanti). "È bello vedere il paese riempirsi. Chissà chi era il tizio di prima, sembrava venuto per una questione di lavoro, non so perchè ma mi dava quella impressione. Possibile?"
Henry: "Una persona decisamente sinistra, speriamo di non ritrovarcelo davanti."
John: "Mah, è solo che non riesco a immaginare cosa possa venire a fare qualcuno qua se non rilassarsi. Certo, magari per noi è diverso, però se vieni da fuori, che ci sarà mai qui? A meno che non sia qualche imprenditore, vorranno mica costruire un nuovo albergo o qualcosa di simile?"
I due risalgono Pine Street superando la Town Hall fino all'incrocio con la Maple Avenue, effettivamente il centro di Hidden Creek.
Nonostante inizi a farsi una certa ora, ancora diversi gruppetti si danno appuntamento all'incrocio. Ogni sera, per la durata dell'alta stagione, è uguale all'altra.
Cosa starà facendo Casey alla loro base segreta? Lasciargli la trasmissione del Sabato sera per rivedere per l'ennesima volta Star Wars è stata una mossa un po' da stronzi, devono ammetterlo. Ma non voleva forse lui dimostrare di essere in grado di fare andare la baracca da solo per una serata?
Mentre decidono come concludere la serata, visto che si avvicina la mezzanotte, di nuovo, quella sensazione.
John, che stava pensando di arrotolarsi un'altra sigaretta, si guarda alle spalle.
Henry: "Ancora...."
John : "Anche te hai l'impressione di essere osservato?"
Henry: "Già, meglio andare al covo e chiuderci dentro fino a domani mattina, non mi piace l'atmosfera che si sta creando."
John : "Sei esagerato... potrebbe anche essere un effetto delle mie sigarette... il mio amico mi aveva assicurato niente allucinazioni dall'ultima volta, ma non si sa mai. Comunque, non abbiamo nemmeno trovato la sorella di Ron, sarai mica deluso?"
Henry: "Un po'...."
John : "Potremmo andare a trovare Casey e vedere che sta facendo alla base. Non vorrei se la fosse presa, ma l'ha visto lui, Star Wars?"
Henry: "Non con me di sicuro....non vado mai al cinema con lui, ha il vizo di commentare il film in diretta."
La "base segreta", ovvero sia una delle abitazioni abbandonate di cui tanto sono pieni i dintorni di Hidden Creek, si trova dietro alla scuola elementare nell'area ormai disabitata in cui torreggia la vecchia water tower precedente alla nuova costruita vicino al municipio. E' un luogo tranquillo che, nonostante non sia esattamente a norma, sono riusciti a rimettere in sesto a guisa di rifugio. E con qualche sacco a pelo d'Estate non è così malaccio.
Da lì, come dice sempre John, diffondono la "magia" grazie una piccola antenna che hanno piazzato sulla vecchia torre. Inutile dire che tutto questo è illegale ma questa è una grande famiglia e in famiglia, si sa, si può chiudere un occhio, a volte anche due. In fondo sono bravi ragazzi che in Estate si divertono a fare i pirati, cosa c'è di male nel rallegrare le serate ai pochi affezionati che si sintonizzano?
Mentre i due si dirigono verso il rifugio, lentamente e ad una certa distanza da loro una Dodge Aspen verde scuro, a fari spenti, prosegue nella loro stessa direzione.
Henry: "Al mio 3, usciamo dalla strada e tagliamo per la boscaglia."
"Perché al tuo tre? Penserai mica che sia gente losca? Gli si saranno guastati i fari, dovremmo avvisarli, potrebbe essere pericoloso qui a fari spenti. Saranno i soliti turisti ubriachi..." Joh adocchia l'auto.
Henry: "Non la fissare...."
All'interno dell'auto è difficile scorgere qualcosa visto il buio e la distanza ma alla guida pare esserci la sagoma di una persona robusta.
Henry: "Dai, connetti, non ti pare strano che una macchina ci segua a far spenti e una persona prima ci stava osservando?
C'è qualcosa che non mi torna."
John: "Secondo me sei paranoico... comunque sembra un uomo solo, non starai pensando al tizio di prima? Va bene, dai, tagliamo e vediamo se prosegue sulla strada." John, pensando all'uomo del Wisco, non può che sentirsi un po' inquieto: "Non capisco perché sta guidando a fari spenti, secondo me è ubriaco. È strano che vada così lentamente però."
La macchina continua a seguirli fino a quando, di colpo, non accosta sulla strada buia.
Ormai, al limitare della cittadina, non ci sono più lampioni e le ombre gettate dagli alberi avvolgono ogni cosa.
Henry: "Sarà bene metterci a correre."
John: "Se questo tizio ce l'ha con noi, meglio filarcela, hai ragione. Probabilmente non conosce la zona, potremmo seminarlo."
John: "Ma che cavolo vuole? Magari cerca solo qualcosa!"
Dalla macchina non scende nessuno, passano i minuti.
Henry: "Dai corriamo, siamo quasi arrivati" Henry comincia a correre.
"Aspetta, che fai!" nonostante la curiosità, John si mette a correre dietro all'amico: "Potrebbe aver bisogno d'aiuto, magari sta male..."
Dopo qualche metro, John getta si getta un'altra occhiata alle spalle, verso la macchina.

I due corrono a perdifiato nel fitto della boscaglia dove una volta c'era una strada. Le sagome delle abitazioni che furono, sono ancora più sinistre questa notte, fantasmi della foresta.
Finalmente, una luce sagoma amica, quella della vecchia torre dell'acqua.
Sono arrivati.
Dalle persiane chiuse della base segreta, filtra la luce della stanza in cui trasmettono, questo vuol dire Casey.
Riprendendo fiato, entrano nel cortile della base segreta.
Henry: "Vediamo se i guai li ha causati il caro Casey..."
John annuisce e ripensa alla macchina, che fosse davvero l'uomo del Wisco? Sembrava stesse cercando proprio lui e Henry. Magari Casey avrà qualche idea di quello che è successo, per quanto possa sembrare assurdo.
John: "Secondo te era lo stesso tizio di prima?"
Henry: "È molto probabile."

Casey, molto sorpreso di vedere i due amici così scuri in volto, li accoglie all'interno del rifugio. I suoi spessi occhiali da vista nascondono in parte il fatto che il suo volto sia identico a quello di Diane, sua sorella gemella, se solo questa avesse i capelli corti. L'incontro di questa notte è stato sfuggevole come le ombre che li circondano ogni volta che cala l'oscurità su Hidden Creek.

Il mattino seguente, sembra loro di essersi risvegliati da un sonno più pesante del solito, come se quel mondo che si annidia tra le fronde degli alti pini fosse un po' più vicino.

L'incontro del 25 Giugno non figurerà più nei loro pensieri dei giorni seguenti, presi come saranno nella frenesia che precede la Summerfest, ma se si dovesse andare a ritroso, il presagio di quella notte fu un velato annuncio di ciò che sarebbe avvenuto di lì a poco.

FINE DELLA SESSIONE




Aggiungo un piccolo commento musicale correlato, perché mi va.
Gli Hawkwind sono un gruppo space rock e apprezzo molto il loro album "In search for space" del 1971. Epico e combattivo, pieno di battaglie spaziali, è proprio l'atmosfera che i nostri eroi amano trovare al cinema!
Saluti,

Zorkaan "John VanDreel"

Vivere a Hidden Creek: volti noti (Log #2)


La vecchia Water Tower situata nell'ex White Elm Road

Con l'arrivo dell'alta stagione Hidden Creek, Wisconsin ed i suoi dintorni si riempiono di turisti che, assieme agli abitanti della cittadina, animano il periodo estivo. Sessione dopo sessione, impareremo a conoscere coloro che ad Hidden Creek vivono e coloro che sono solo di passaggio:

Richard "Dick" Myhers (43 anni):
L'ultima persona ad essere nata a Hidden Creek prima del suo abbandono, Richard Myhers non è noto nella cittadina per essere un genio. "Dick", nomignolo che non sopporta, è il figlio dell'amato e rispettato sindaco Isaia Myhers, uno dei fondatori della rinnovata Hidden Creek, e grazie al padre è stato messo alla direzione dell'Heritage Museum, oltre che alla supervisione di numerosi eventi della comunità. Nonostante le sue evidenti limitazioni, svolge il lavoro di direttore decentemente. Ama vestire in modo eccessivamente elegante anche fuori dal museo.

Juliet Mosley (46 anni):
La signora Kincaid è la tuttofare di Dick Myhers nelle questioni riguardanti l'Heritage Museum; si potrebbe considerare addirittura una co-direttrice del museo per le innumerevoli volte che ha partecipato in maniera determinante alla sua gestione. Juliet è originaria di Sun Prairie, vicino a Madison ed è sposata da ventidue anni con il Capo Kincaid col quale si è trasferita, assieme al figlio Henry, a Hidden Creek dopo l'assegnazione del piccolo dipartimento di polizia al marito. Di carattere dolce ma deciso, è un punto di riferimento per la comunità e negli anni  ha dimostrato di saperla influenzare al pari di Clarke.

Andrew Kosinski (32 anni):
Andrew, giunto a Hidden Creek quattro anni fa, è il braccio destro del Capo Kincaid. Di origini polacche, Kosinski ha una smisurata ammirazione per il suo superiore. Nonostante nella tranquilla cittadina di provincia non accadano crimini degni di nota, Andrew è addirittura più solerte di Clarke nell'assicurarsi che ogni cosa in paese sia in ordine. Questo zelo, sebbene riceva le lodi del Capo, lo ha portato ad essere inviso agli altri due suoi colleghi ed ha creato qualche tensione con i cittadini meno rispettosi delle leggi tra i quali i ragazzi del club con le loro bravate, radio pirata su tutte.

OUR SECRET BASE: seconda sessione completata!


La fine di un'era?
Nella sessione di questa sera la base segreta del club dei Vecchi Gentiluomini, il rifugio che ospitava la loro radio pirata, è andato distrutto a causa dell'ineluttabile scorrere del tempo. O forse c'è dell'altro? Dopo essere stati ingaggiati da "Dick" alias Richard, l'inetto figlio del rispettato sindaco Isaia Myhers, per curare il reparto audio dell'imminente Summer Fest, i nostri hanno subito la perdita della loro amata base segreta, luogo di innumerevoli ricordi. E pure la prospettiva di guadagno, i 500 dollari promessi da Myhers junior come anticipo per il loro aiuto, sono momentaneamente sfumati a causa dell'indomabile Diane, il famigerato quarto membro del club e gemella di Casey, che da sempre ha un rapporto ambiguigo con i nostri gentiluomini. Riusciranno i ragazzi del The Old Gentlemen's Club a recuperare i soldi, organizzare il festival e trovare una nuova base? Le vite di questi giovani e le loro vicende trascorrono all'ombra di forze che non possono lontanamente comprendere, mentre una vecchia radio diventa il messaggero di oscuri segnali.

Alla prossima settimana!

domenica 20 aprile 2014

Jesus Christ Superstar: intermezzo musicale

Buona Domenica campeggiatori e Buona Pasqua!

Ecco un breve riepilogo delle prossime attività: Mercoledì sera ci sarà la seconda sessione di Hidden Creek nella quale cominceremo ad addentrarci nella ragnatela di segreti che si districa tra i verdi boschi della Forest County. Non sarà ancora presente Luigi: non è disponibile la prossima settimana e sto aspettando il suo bg che dovrebbe essere in preparazione, non appena mi arriverà provvederò a postarlo con ritratto annesso. Spero invece che dalla settimana dopo il gruppo sarà al completo.

Visto che oggi è Pasqua, come intermezzo vi beccate il concept album di Jesus Christ Superstar - siamo nel 1970 - da cui è scaturito l'anno successivo il musical e tre anni dopo il film, musiche di Andrew Lloyd Webber e testi di Tim Rice. Devo dire la verità, non lo avevo mai ascoltato prima di oggi essendo solamente in familiarità con la versione cinematografica, uno dei miei musical preferiti.


Di seguito:


Al prossimo aggiornamento!

venerdì 18 aprile 2014

Vivere a Hidden Creek: volti noti (Log #1)


Area parcheggio adiacente al Pinewood Sawmill Museum

Con l'arrivo dell'alta stagione Hidden Creek, Wisconsin ed i suoi dintorni si riempiono di turisti che, assieme agli abitanti della cittadina, animano il periodo estivo. Sessione dopo sessione, impareremo a conoscere coloro che ad Hidden Creek vivono e coloro che sono solo di passaggio:

Ronald "Ron" Tamlyn (22 anni):
Pallido come un morto e dalla lingua lunga, Ron lavora al Lincoln Market, la drogheria di famiglia, aiutando il padre. Sua madre morì un anno prima che i Tamlyn si trasferissero a Hidden Creek; appena concluso il Liceo ha sentito il dovere di dare una mano in negozio. Da bambino non entrò a far parte del club segreto in quanto i segreti non è mai stato bravo a mantenerli. Ha una sorella diciannovenne di nome Rachel che crea non pochi grattacapi ai due uomini della famiglia Tamlyn per via del carattere troppo espansivo.

Hollie Ann Dewey (21 anni):
La rossa Hollie è considerata, al pari dei verdi pini, una bellezza del luogo: Miss Forest County lo scorso anno, per un soffio non è riuscita a vincere la corona di Miss Wisconsin. Per qualche motivo ormai dimenticato da entrabe le parti, esiste dell'atrito tra lei e l'Old Gentlemen's Club. Il suo sogno nel cassetto è diventare una cantante ma nonostante la sua piacevole voce, non è riuscita a farsi notare. Da tre anni, in Estate lavora al Wisco di Hidden Creek mentre studia per diventare maestra elementare.

Casey Turner (20 anni): 
Ogni compagnia di amici che si rispetti ne ha uno tra le sue fila: Casey Turner è il nerd del gruppo. Da quando otto anni fa l'Apollo 11 portò l'Uomo sulla Luna, Casey è appassionato di tutto ciò che riguarda lo spazio. Fan sfegatato di Star Trek, mentre tutti gli altri sono usciti entusiasti dalla prima di Star Wars, ha commentato sconcertato: "Non è Fantascienza, è Fantasy!" Di carattere mansueto, negli anni si è rivelato un amico fidato e membro insostituibile del club. Ha una sorella gemella di nome Diane: praticamente due gocce d'acqua,  sono di carattere opposto.

Riscrittura sessioni

Ciao a tutti!
Volevo scrivere qua una cosa. Si è fatta la prima sessione Mercoledì scorso e secondo me non sarebbe male che dopo ogni sessione si riscrivesse il log in maniera presentabile per poi postarlo qui o comunque fare alla fine un "libriccino".
Secondo me è una cosa bella alla fine della campagna avere un pacchetto finito da portare via.
Ho già "sgrossato" la prima sessione, di questa cosa posso occuparmi io e pensavo che poi il nostro DM potrebbe fare alcune rifiniture. Alla fine di tutto posso impaginare un bel librino in LaTeX che viene bello, da portarvi a casa e far vedere ad amici e parenti.
Scrivo questa cosa qui per dire anche che secondo me sarebbe carino se durante le sessioni quindi giocassimo anche con questo intento e rendessimo tutto più "narrativo" possibile. Più descrizioni e dettagli mettiamo dentro noi, meno lavoro per dopo e più carino viene il tutto alla fine.
Ovviamente se avete pareri o suggerimenti fatevi avanti, scrivo qui per discuterne.

Visto che si può, aggiungo anche una piccola colonna sonora al mio post. Questo album è del 1970 ed è uno dei miei preferiti. Il gruppo Gentle Giant faceva quello che poi verrà chiamato "progressive rock" e pur avendo un grosso successo nell'"underground" del tempo non è mai davvero riuscito a sfondare. Il loro album di esordio "Gentle Giant" non è facile, ma per gli amanti del prog è una gemma da conoscere.
Questo brano viene dall'album. È uno dei miei preferiti e coniuga una melodia orecchiabilissima con un delirio prog che coglie a tradimento a metà del pezzo.

Saluti e stay tuned.

Zorkaan "John VanDreel"