domenica 14 luglio 2013
Atlas Tales 2015: un nuovo logo per il gdr
Come anticipato sono al lavoro sulla presentazione della nuova avventura, nel mentre ecco il nuovo logo del nostro gdr!
Inutile farlo notare: più pacchiano di così non poteva essere e credo che possa far bene intuire il tono generale che la campagna avrà...
E se già Clover a modo suo è stato caciarone (senza tuttavia mai lesinare su momenti d'introspezione o d'ambiente), Atlas Tales 2015 premerà l'acceleratore sulle zingarate che, diciamocelo pure, fanno sempre piacere.
Un cambio di ritmo dunque, perché Atlas Tales vuol dire prima di tutto "varietà".
Potete usarlo pure come walpaper se gradite (cosa che ho immediatamente fatto): il formato è bello grande non a caso.
William "Billy" Eastwood
Ogni mente per poter operare al meglio necessita di un corpo all'atezza.
E così nella dinamica di un duo perfetto entrambi gli elementi debbono bilanciarsi a vicenda come talune antiche discipline orientali insegnano agli uomini moderni.
La Golden Eagle Detective Agency non sarebbe mai potuta esistere senza la sua "Aquila", il trentenne William Eastwood, da tutti soprannominato "Billy".
Prima di poter fantasticare di Viaggi Straordinari in epoche future, ricordiamoci di chi fece la Storia, seppure a modo suo.
Billy nacque a Saint Louis, nel Missouri, cittadina affacciata sul Mississippi e pronta a diventare un grande scalo fluviale.
Suo nonno paterno Benjamin "Ben" Roanoke, soldato dell'esercito americano originario del North Carolina, giunse in città dopo che gli Stati Uniti del Presidente Jefferson acquistarono il territorio allora chiamato Louisiana dai francesi (che venne suddivisa poi negli attuali stati).
Facendosi conoscere a Saint Lous come uomo di onesti principi, si maritò con una donna del luogo fermandosi giusto in tempo per unirsi alla spedizione di Lewis e Clark e mettendosi in viaggio verso la costa pacifica attraverso territori inesplorati.
Tornato dopo due anni, e guadagnatosi durante la spedizione il soprannome (poi divenuto cognome) di "Eastwood", per via del suo luogo di nascita tra le foreste di montagna della East Coast, si dedicò ad una piccola bottega.
Patrick "Pete" Eastwood, Il padre di Billy, non mai fu così coraggioso: persa l'attività paterna alla morte di questi, trascorse tutta la sua esistenza a Saint Louis vivendo di lavoretti, espedienti e piccoli furti.
Billy era figlio unico: sua madre, chiunque essa fosse, lo scaricò a quel perdigiorno di Pete senza voltarsi indietro.
Patrick non fu esattamente il miglior genitore del mondo, ma qualcosa di utile insegnò ad un giovanissimo Billy: l'uso della pistola.
Billy cominciò ben presto a seguire il padre nei suoi espedienti giornalieri per tirare avanti imparando ben presto a capire le persone e le loro intenzioni solo con un rapido e fugace sguardo, sempre attento ad ogni minimo deglio.
Ma quella vita per William non era soddisfacente: dal nonno non ereditò solo il nome degli Eastwood, ma anche l'anima del pioniere.
A poco meno di quindici anni decise di unirsi a dei banditi giunti in città dalle praterie a est del Mississippi nella rapina della locale stazione di posta.
Veloce di mano, uccise il capobanda, che voleva a sua volta fregarlo, e si imbarcò oltrepassando il grande fiume: voleva tentare la fortuna ad ovest, compiendo idealmente il percorso inverso rispetto al nonno, e visitare le grandi città costiere, un mondo così differente da quello in cui era cresciuto.
Nel suo viaggio negli negli Stati Uniti dell'epoca, si ritrovò ben presto di paese in città a sfidare la sorte per un puro gusto del brivido dettato dalla sua irruenza.
Si fece conoscere dalle autorità di Illinois, Indiana, Ohio, Pennsylvania, New York per aver portato a segno con sfacciata arroganza cinque rapine eclatanti (una per stato) svaligiando tre banche federali, un convoglio dell'esercito e addirittura la villa del governatore dell'Ohio nella capitale Columbus.
Messo piede nel Massachusetts l'estate del 1857, la sua vita criminale fatta di rapine, donne e alcool dovette misurarsi con l'ingegno dell'ispettore Hughes, il Segugio di Boston.
venerdì 12 luglio 2013
The Hurting: intermezzo musicale
Dopo lo spiegone, è tempo di guardare al futuro!
Questo weekend arriverà il primo post di Atlas Tales: 2015 e con esso una panoramica generale inerente la nuova ambientazione (o, se siete pignoli, l'aggiornamento di quella vista in Clover).
Ma nel mentre... intermezzo musicale.
Pronti per altri due classiconi?
...e prima che mi diciate che per il sottoscritto tutte le canzoni anni '80 sono dei "classiconi": no, non lo sono.
In fondo, che senso avrebbe non proporre i pezzi da novanta, no?
Questo pomeriggio il nostro ideale viaggio a ritroso di tre decenni compie la sua tappa nei pressi della famosa band new wave inglese Tears For Fears e del loro album d'esordio The Hurting.
L'album, uscito nel 1983, contiene le due canzoni che preferisco in assoluto del gruppo: Pale Shelter e Mad World (che sicuramente vi ricorderete nella cover del 2001 composta da Gary Jules per Donnie Darko).
E di seguito quello di Mad World:
Buon venerdì sera e al prossimo aggiornamento!
Questo weekend arriverà il primo post di Atlas Tales: 2015 e con esso una panoramica generale inerente la nuova ambientazione (o, se siete pignoli, l'aggiornamento di quella vista in Clover).
Ma nel mentre... intermezzo musicale.
Pronti per altri due classiconi?
...e prima che mi diciate che per il sottoscritto tutte le canzoni anni '80 sono dei "classiconi": no, non lo sono.
In fondo, che senso avrebbe non proporre i pezzi da novanta, no?
Questo pomeriggio il nostro ideale viaggio a ritroso di tre decenni compie la sua tappa nei pressi della famosa band new wave inglese Tears For Fears e del loro album d'esordio The Hurting.
L'album, uscito nel 1983, contiene le due canzoni che preferisco in assoluto del gruppo: Pale Shelter e Mad World (che sicuramente vi ricorderete nella cover del 2001 composta da Gary Jules per Donnie Darko).
Il video di Pale Shelter:
E di seguito quello di Mad World:
Buon venerdì sera e al prossimo aggiornamento!
Atlas Tales: l'Angolo dello Spiegone!
Atlas Tales: Clover (vedi post precedente) è finito: i tre cugini O'Shean si sono divisi, Brendan è scomparso e parte della metropoli è ridotta in cenere...
Capitolo chiuso quindi?
Sì, ma il vostro DM che da sempre si fa fin troppi scrupoli vorrebbe esplicitare quella serie di passaggi della trama che per motivi di tempo/scelte dei pg/altro sono rimasti criptici.
Ecco dunque cinque interrogativi che potreste anche esservi posti (o che potrebbero suscitare la vostra curiosità) e che meritano una risposta.
Immaginatelo come un corposo extra da Bluray!
Cominciamo?
1) Qual'è l'esatta natura del potere di Brendan O'Shean?
Sebbene non si sappia da dove i poteri di Brendan (così come quelli di Cinderwood) provengano, nella sessione finale la straniera dai capelli argentei ha implicato che agiscano direttamente sul destino delle persone modificandolo a vantaggio dell'erede del clan O'Shean.
Ma in cosa consiste questa "modifica del destino"?
Addentriamoci nello specifico: la parola "destino", usata più volte dallo stesso Brendan nel corso della campagna, cercava di rendere con una metafora un'abilità più simile a quella di Cinderwood di quanto non possa apparire a prima vista.
Sappiamo bene che l'ex agente CIA era in grado di controllare le persone e il processo dietro questa abilità è il seguente: Cinderwood poteva agire direttamente sull'inconscio delle persone modificando il loro istinto di sopravvienza secondo i parametri da lui stabiliti; dato che si verrebbe a creare una dissonanza troppo grande tra la personalità delle vittime e il loro nuovo settaggio, il loro inconscio era constretto a creare nuovi ricordi per bilanciare tale discrepanza.
Da qui nasce il fatto che gli Haitiani veneravano Plato come un santone, Rosario vedeva Cinderwood come il suo miglior amico e compagno d'avventure e la stessa Ashling e le atre persone nell'aeroporto come una persona a cui affidare la propria vita senza discutere.
Cinderwood aveva delle limitazioni nell'uso di questa manipolazione: prima tra tutte, e questo mette in prospettiva diverse sue azioni, il fatto che più si allontanasse da Atlas, più il suo potere diminuisse esponenzialmente.
Il frammento di Oricalco che possedeva serviva in qualche modo da flebile link tra lui e la città, ma non era sufficiente per utilizzare il suo potere su vasta scala come visto nella Fortezza.
Chiaro è adesso il perché non potesse semplicemente ordinare a tutto il mondo di seguire i suoi ordini o cose simili.
Per tornare a Brendan, l'avventato O'Shean era su tutt'altro livello rispetto all'avversario e la sua abilità, se la immaginassimo come una versione immensamente più potente di quella di Cinderwood, comincia già a lasciare intravedere che cosa potesse comportare.
Brendan era in grado di controllare l'intero genere umano.
Un potere così grande è potenzialmente in grado di garantire a chi lo possedesse uno status semidivino.
Brendan non aveva però controllo diretto su questo potere, poiché una singola mente non sarebbe in grado di reggerne il peso: il suo era dunque un potere passivo, ma forse per questo ancora più insidioso.
In pratica, il suo inconscio agiva quello del resto dell'umanità per garantirgli quella "fortuna" che lo aveva sempre contraddistinto.
Il potere coordinava ogni singolo essere umano come un ingranaggio facendo incastrare le sue azioni in modo da favorire in qualche modo Brendan.
Una differenza fondamentale rispetto all'approccio intrusivo di Cinderwood si riscontra nel fatto che aumentando vertiginosamente il numero di individui influenzati dal potere, l'ingerenza dello stesso nelle vite di ognuno era talmente lieve da essere impercettibile (e di conseguenza non richiedeva la formazione di nuovi ricordi).
Brendan era perfettamente a conoscenza delle infinite possibilità che tutto questo poteva comportare se un giorno fosse stato in grado di usare il suo dono volontariamente, per questo chiese aiuto.
E questo ci conduce al secondo quesito:
2) Per chi lavorava in realtà Brendan?
Brendan non ha fatto mistero ai suo tre cugini di essere stato assoldato dal Governo per eliminare Plato e la sua Fortezza facendo poi un gravissimo errore di valutazione nel ritenere Rosario la mente dietro a tutto invece di una semplice marionetta tra tante.
Nella scena ambientata nelle Torri Gemelle (vista nell'apertura della sessione dell'arrivo alla fortezza se non vado errato) si vede Brendan, a New York con la scusa di dover far rapporto al capofamiglia, parlare al telefono con dei fantomatici "gemelli".
Chi erano costoro?
Se nel finale i cugini O'Shean avessero seguito Brendan, avrebbero fatto la loro conoscenza: si tratta di due misteriosi giovani individui somiglianti fisicamente alla ragazza dai capelli argento che più volte i nostri hanno incontrato (e non solo in Clover).
Sono questi due gemelli, apparentemente facenti parti del Governo, che si offrirono di aiutare Brendan nello sviluppare i suoi poteri in cambio dell'eliminazione di Plato.
Non c'è dato di sapere come l'erede degli O'shean sia entrato in contatto con i gemelli, ma pare che siano stati proprio loro a mostrare per la prima volta a Brendan l'Isola di Annwvyn/Avalon prima che imparasse ad accedervi con le proprie forze.
La loro origine, così come quella della giovane donna ad Atlas, è ancora ignota.
3) Rosario come aveva conosciuto Cinderwood e perché era finito sotto il suo controllo?
Appare ben chiaro, analizzando l'intera vicenda, che né Rosario né Cinderwood sono mai stati coinvolti in una presunta missione segreta sul suolo cubano per salvare il Paese durante la Crisi dei Missili di Atlas.
Un indizio in tal senso è stato l'apertura di sessione in cui rosario, dopo aver far esplodere l'appartamento in cui viveva, tenta di ricodare i giorni della missione segreta, senza riuscirci in alcun modo.
La storia della missione a Cuba è un omaggio alla seconda stagione di Pax Americana dove i protagonsti dovettero recarsi sull'isola per scongiurare una guerra atomica e tentare di salvare il loro amico Peacemaker (poi rivelatosi un disertore passato all'Engrenagem dei Sudamericani).
Non sapremo mai come Rosario ha veramente conosciuto Cinderwood ma possiamo ipotizzare senza troppi sforzi d'immaginazione che l'ex agente CIA sia in realtà un disertore egli stesso, nascostosi ad Atlas ai tempi della Crisi.
Forse un fondo di verità tra le menzogne di Cinderwood esiste veramente.
E parlando del diavolo:
4) Perché Cinderwood era a ossessionato dall'idea di distruggere Atlas?
Questa è una curiosità molto interessante a mio avviso e che merita una menzione: il potere di Cinderwood agiva anche sull'ex agente CIA stesso.
Che la Central Intelligence Agency conoscesse ed anzi valorizzasse il potere di quell'uomo non è un'ipotesi tanto assurda.
Cauto ed incline alla riservatezza come ogni agente dev'essere, Cinderwood era anche diffidente verso il prossimo e insicuro verso se stesso.
Ma quando possiedi un potere in grado di agire così profondamente sulla mente delle persone, il passo verso la paranoia è molto breve.
Molto probabilmente l'idea (ironia della sorte, fondata) che altri potessero agiro su di lui allo stesso modo in cui lui manipolava i suoi bersagli aveva fatto scattare contro egli stesso quel meccanismo che usava come arma.
Che sia stato proprio questo il motivo di una sua eventuale diserzione?
Barricatosi nella sua Fortezza ad Atlas e creatosi la sua corte di marionette, pronte a dar ragione delle sue manie di persecuzione, la vita isolata nei meandri della Torre non poteva che compromettere la sua sanità mentale.
Forse percepiva la città di Atlas, dove il suo potere era amplificato al massimo, come il vero nemico da distruggere.
La sua ossessione di vedere la metropoli ridotta in cenere potrebbe essere interpretata come il bisogno istintivo di liberarsi dalla fonte (vera o meno non importa) del potere stesso.
L'arrivo in città di gente intenzionata ad ucciderlo non poteva che dare a Cinderwood la prova finale che i suoi deliri erano reali.
Chiudiamo questo spiegone con il quesito forse più ovvio:
5) Cosa sarebbe successo se i nostri protagonisti avessero accettato di seguire Brendan?
Mi hanno sempre detto che la Storia non si fa con i se e con i ma, eppure è proprio la base di Pax Americana, quindi...
Premetto subito che non avevo pianificato alcun finale "buono" o "cattivo" nel senso stretto del termine: qualsiasi scelta i pg avessero compiuto nel finale sarebbe comunque rientrata nella filosofia di questa campagna, sia che avessero accettato di seguire Brendan o che, come poi è successo, avessero deciso di fare di testa loro.
Brendan O'Shean non era una cattiva persona.
Il fine ultimo era quello di affrancarsi dal pesante fardello che quel cognome portava e di trovare la sua strada grazie al suo potere.
La strada dell'Imperatore.
Considerava, forse ingenuamente, i suoi cugini come fossero i suoi "cavalieri" pronti a condividere con lui successi e insuccessi.
Avrebbe voluto portarli lontano, in alto.
Essendo tra le pochissime persone al mondo in grado di non essere influenzate in maniera diretta dal suo potere (anche gli altri Re, Cinderwood incluso, erano immuni ad esso) per lui erano dei pari e degni di essere rispettati.
Ma anche potenzialmente pericolosi.
Proprio per questo motivo in un primo momento non rivelò le sue vere intenzioni ma li mise alla prova con l'assalto alla Marina di Andros.
Forse i quattro cugini sarebbero diventati i padroni del mondo un giorno, ma a quale prezzo?
Di sicuro, la guerra contro i Re era appena all'inizio.
Questi sono alcuni degli argomenti che hanno giovato di un approfondimento.
Altri misteri a cui non ho accennato sicuramente troveranno le loro risposte nelle altre avventure di Atlas Tales, non abbiate timore!
Se aveste qualche altra domanda da porre al DM non esitate, sono qui per questo!
mercoledì 10 luglio 2013
Miami Vice: intermezzo musicale & aggiornamento
Tempo di pausa estiva, ma gli aggiornamenti non si fermano!
Questa sera io e Daniel abbiamo fatto brainstorming sulla campagna in arrivo dopo le vacanze.
Il titolo che ormai sembra essere definitivo dovrebbe essere un sintetico "Atlas Tales: 2015", un po' come il nostrano 1997: Fuga da New York (dove il "1997" è stato aggiunto "perché sì").
Ora che abbiamo buttato giù a grandi linee le tematiche e i cambiamenti più vistosi della futura avventura, non mi resta che preparare un bel post introduttivo come per la prima campagna.
Approposito della prima campagna: era in ballo il nome "Atlas Tales: Three-Day War" ma a pensarci bene non era quello il tema più profondo della storia e il nome non mi convinceva più di tanto, perciò propongo un nuovo possibile sottotitolo!
Questa prima parte potrebbe benissimo chiamarsi "Atlas Tales: Clover".
Due motivi: il quadrifoglio si lega col tema irlandese della famiglia O'Shean (di getto avrei detto "Atlas Tales: Shamrock" ma è solo il trifoglio), delle quattro foglie/quattro cugini e con quello del destino/fortuna di Brendan che poi è stato l'elemento aggregante dell'intera vicenda.
Inoltre è da mesi l'icona blog.
Non mi pare malaccio, ma datemi un parere, fa sempre piacere.
La discussione mi ha dato anche per un post d'approfondimento su quel paio di punti oscuri della trama che meritano una spiegazione per apprezzare al meglio l'avventura appena conclusa.
Ora che la fretta di finire Clover e la prima parte di Utopia si è fatta da parte, posso dedicarmi agli aggiornamenti con più assiduità.
Ma si parlava di musica, giusto?
Anche se cambieremo epoca, certe sonorità non ci abbandoneranno ma se ne aggiungeranno di nuove che nei prossimi giorni andremo a scoprire: gli Eighties sono qui per restare!
Questa notte rincariamo la dose con la legendaria sigla di Miami Vice, andato in onda dall'84 all'89, telefilm a cui Atlas Tales deve molto a livello di suggestioni, in tutte le sue declinazioni (sì, anche Utopia).
Ricordiamo di Jan Hammer, il compositore della colonna sonora, oltre che la sigla anche un altro brano famoso di Miami Vice: Crockett's Theme.
"Pensavate che gli Anni '80 stessero per finire, eh?"
Partiamo con la versione televisiva della sigla:
...e continuiamo con il video ufficiale della stessa in versione estesa:
...per concludere in bellezza con quello del Crockett's Theme:
Al prossimo aggiornamento!
martedì 9 luglio 2013
Una storia da raccontare: ultima sessione completata!
La storia dei cugini O'Shean è giunta alla conclusione questa sera.
Tornati nel luogo dove desideri e realtà si incontrano e si confondono, i nostri tre cugini hanno trovato finalmente il proprio destino affrancandosi e lasciando il nido degli O'Shean.
Brendan, alla fine, non ha voluto opporsi alla loro volontà.
Forse il destino che aveva preparato per la famiglia sarebbe stato il migliore possibile, ma sarebbe stato veramente il loro?
Quella libertà tanto ricercata da Brendan è stata conquistata, anche a costo di grandi sacrifici.
Qualunque strada deciderano di intraprendere d'ora in avanti, apparterrà solo a loro.
E forse questo è il messaggio più significativo che la campagna poteva trasmettere.
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lunedì 8 luglio 2013
Africa: intermezzo musicale
Fa caldo, dannatamente caldo.
Ieri saranno stati un quarantacinque gradi e oggi non troppi di meno.
Fortuna che in ufficio abbiamo l'aria condizionata... e invece da un inferno di fiamme sono finito in un inferno di polvere sollevata dall'impianto.
Alla fine sono stato pure peggio grazie alla mia allergia, e niente.
Tutto questo per dire che mi sono ritrovato all'una emmezza a canticchiare Africa dei Toto, mentre il sole cocente friggeva impietosamente i pochi neuroni rimasti al sottoscritto, pur di non restare tra i polverosi tomi.
Successone del 1982 e singolo estratto dall'album Toto IV, è il classico brano che non poteva mancare nella nostra ipotetica "Atlas Tales 80s Megamix Tape" (trivia: ho una enorme playlist sull'Iphone intitolata in quel modo)!
Ecco la canzone, testo compreso:
Al solito: grazie Vevo per non concermi il link diretto. Rimediamo subito, che merita:
Al prossimo aggiornamento!
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