giovedì 24 aprile 2014

HIDDEN CREEK LOG #1: THE OMEN

Ciao a tutti!
Come richiesto, posto il log sbozzato della prima sessione con un piccolo commento musicale alla fine.



HIDDEN CREEK LOG #1: THE OMEN


Quella sensazione di fluttuare nello spazio infinito dove non ci sono punti di riferimento, direzioni, nulla che possa indicare la strada.
Il silenzio dello vuoto cosmico è perturbato da quelle navette che schizzano veloci come tante piccole lucciole impazzite. Le esplosioni e le scie colorate disegnano strane geometrie tutt'intorno.
Che vita, quella nello spazio.
Una vita avventurosa, lontana dalle piccolezze presenti qui, sulla Terra.
Presenti qui, ad Hidden Creek.
Vivere una vita come quella di Han Solo è chiedere troppo?
Finito il meritato riconoscimento per un'impresa così nobile, i titoli di coda staccano a forza da quel mondo lontano. E nonostante questa sia quarta volta che vengono a vedere questa pellicola, lo stupore è rimasto inalterato.
Non che il piccolo cinema all'aperto dia altro, questo mese.

Hidden Creek, 25 Giugno 1977.
E' l'inizio di un'Estate come tante altre, qui ad Hidden Creek.
Per tutto l'Inverno e la breve Primavera la cittadina non fa che prepararsi per quando l'alta stagione porterà qui volti nuovi e altri meno nuovi.
E adesso che i turisti cominciano a riempire i dintorni del paese, non si fa altro che pensare a come spremerli il più possibile.
Forse "spremere" non è il verbo più delicato da usare nei confronti di chi effettivamente porta di che nutrirsi per l'Inverno, come fossero tante ghiande umane, ma visto dalla prospettiva di è costretto a rimanere qui, beh, ogni turista è un piccolo fascio di banconote.
Già, per chi è costretto a rimanere qui.
Perché, in fondo, chi può tenta di andarsene da Hidden Creek, Wisconsin.
Forse i vecchi non lo ammetteranno mai, ma forse l'idea di trasferirsi nel mezzo del nulla non è stata una delle migliori, in retrospettiva.
E così, tra gente che ritorna quel breve lasso di tempo per salutare parenti e affini durante il mesi caldi, c'è sempre quella sensazione di chi, forse, non si sente più a suo agio tra i fitti boschi della Forest County.
Le serate, anche estive, sono fresche, qui.
La piccola folla, uscita dal cinema, si avvia alla luce traballante dei radi lampioni elettrici verso il centro cittadino, o il parcheggio.
Presto, solo due persone rimangono davanti all'ingresso del modesto cinema all'aperto, mentre dietro di loro il cartellone di Star Wars, già usurato per l'esposizione alle notti del Wisconsin mostra ancora per qualche istante un mondo esotico.

Indugiando un attimo davanti all'ingresso sotto la luce di un lampione, John estrae da una tasca un pacchetto e inizia a arrotolarsi una sigaretta. 
Soffiando una nuvola di fumo con un aroma pungente, commenta "Inizio a saperlo a memoria, questo film."
Henry continua a fissare la locandina: "Proprio un bel film, speriamo che facciano un sequel."
"Dici che è possibile? Beh, ma chissà quanto ci metteranno... e chissà quando arriverà fin qui."
"Comunque questi film parlano sempre di guerra, in un modo o nell'altro... l'unico personaggio che decide di non combattere viene subito ucciso. Peccato, il vecchio mi piaceva."
Henry: "Ma ammettiamolo, il tizio con la maschera, Darth Vader è sicuramente un personaggio intrigante."
John: "Non lo so, a me piaceva Obi-Wan, secondo me smettendo di combattere ha voluto dare un esempio a Luke, con la violenza non si ottiene nulla."
John: "Poi ovviamente però suggerisce come fare a Luke a fare saltare in aria la morte nera... chissà quanti soldati erano a bordo, ci hai pensato?"
Henry: "Vallo a dire ai soldati sulla Death Star!"
John: "Vabbè, loro hanno distrutto un pianeta, ma che c'entra... se si continua così, diventa un circolo vizioso. Te lo dico io, la guerra non finirà mai e ci faranno infiniti sequel..."
John: "Proprio come per le guerre vere." John getta il mozzicone in terra si ferma a guardare il cielo per un attimo.
Henry: "Speriamo anche in dei prequel e negli special natalizi."
Finalmente Ron, che alla sera lavora come maschera e bigliettaio nel cinemino compare dall'uscita facendo un cenno ai due.
Ventidue anni, capelli biondicci, e pallido come un cadavere, il figlio del signor Tamlyn, quello della drogheria Lincoln Market vicino alla parocchia, col suo solito sguardo tra il ruffiano e il condiscendente saluta i due Vecchi Gentiluomini: "Ragazzi, qui c'è gente che lavora..." dice prima di avvicinarsi: "Sempre qui a cazzeggiare, eh?"
John sbuffa "Prequel? Da quando fanno i prequel di un film?" poi si rivolge al nuovo arrivato con un sorriso: "Ehilà Ron, come vanno gli affari? A te piace il film?"
Henry: "Ehi Ron, come andiamo?"
Ron digrigna leggermente i denti: "Oh, quelli vanno bene... ah, intendevi il negozio, vero? Mi è venuto a nausea questo diavolo di film; è l'ultima volta che per fare qualche spicciolo extra mi ci impantano qui."
Ron: "E voi, Vecchi Gentiluomini, cosa mi dite? La vostra base segreta è tornata in attività?"
John : "Guarda, volevo ricominciare a mandare cose sulla radio e proprio l'altro giorno cercavo di pensare a un po' di musica da trasmettere. A te andrebbe qualcosa di specifico?"
Henry: "Il mio vecchio vuole darmi una radio in disuso alla stazione."
John annuisce "Sì, intanto per cominciare un nuovo apparecchio non ci farebbe male... quello vecchio chissà se funziona ancora."
Ron: "Ah, di musica non ci capisco proprio... e poi giù alla drogheria non abbiamo più una radio da un paio di mesi." il giovane fa un sospiro: "Ve lo ricordate quando eravamo ragazzini, voi e il vostro piccolo club. Ora potete dirmelo: perché non mi faceste entrare?"

Già, il club.
Ma allora si trattava di qualcosa di differente, un modo come un altro per avere una propria identità in questo luogo dove tutti erano estranei.
John fa spallucce e sorride "Boh, forse perché non ci capivi di musica. Siamo cresciuti adesso, se mettiamo su qualcosa ti si fa sapere, magari potresti fare recensioni di film con tutta la roba che ti sei sorbito qua!"
John : "Sigaretta, per farmi perdonare?" John offre il suo misterioso tabacco a Ron.
Henry: "Io non la fumerei: non sai mai quale strana sostanza ci può infilare dentro."
John : "Sei esagerato come sempre, è una miscela speciale, me l'ha fatta avere un mio amico. E te lo assicuro, è persino legale... almeno credo."
"A quella non si dice mai di no..." dice accettando di buon grado l'offerta e facendo finta di non sentire il figlio dello sbirro.
Poi, pensando al presente: "Vi invidio ragazzi,dico sul serio. Da quando è finito il Liceo, mi sono sempre chiesto come sarebbe avere una vita che non sia rimette a posto quelle dannate scatolette di metallo.Chi vuole mangiare quella roba, poi?"
John accende la sigaretta a Ron con un fiammifero "Ron, ti ricordo che ci siamo cresciuti con quella roba... comunque è possibile cambiare vita, o i tuoi ti fanno storie?"
Henry: "Ma alla fine la vita qui non è tanto male: aria buona, gente ammodo e tanta natura. Solo che alla lunga le stesse facce diventano monotone, senza offesa."
John scoppia a ridere "Ma guarda un po', e io che torno per rivedere la tua brutta faccia!|"
Ron: "Alla fine, credo che ognuno di noi abbia un posto che gli è proprio, un ruolo, no? E poi ha ragione Henry, cosa c'è di meglio di Hidden Creek?"
Il ragazzo ringrazia della sigaretta: "Meglio che vada, domani mattina mi devo alzare, io..." con un gesto di saluto poco convinto, Ron si congeda: "se vedete mia sorella Shelly ditele di muovere le chiappe che questa volta il vecchio la scuoia."
Henry sghignazza: "Va bene, Se la vedo posso prima invitarla a prendere un caffè?"
John fa un cenno di saluto: "Sempre in giro eh? Glielo faremo sapere. Stammi bene Ron, ci si vede in giro!"
John: "Bell'approccio, Henry, alle dieci di sera. Ok che è sempre ora per un caffè, ma insomma. Magari la si invita più banalmente a bere qualcosa."
Henry: "E riecco l'esperto che dice la sua....Vah, andiamo a mangiarci qualcosa?"
John: "Dai, d'accordo ho fame. E poi, se incontriamo Shelly un caffè in fondo mi andrebbe pure."
La stradina è silenziosa, i lampioni che ad una notevole distanza gli uni dagli altri illuminano a tratti la notte estiva lasciano intravedere le stelle sopra di loro.
Dovunque lo sguardo si posi, c'è sempre l'onnipresente ingombro dei pini e degli aceri che delineano il confine con i boschi.
Dall'altra parte della strada, in mezzo alla vegetazione, si scorgono spettrali i resti della Hidden Creek mai riscostruita, tetti e ruderi che nessuno si è preso la briga di rimuovere e che creano un senso di abbandono che poco si addice ad una località che tenta disperatamente di essere turistica.
Finalmente superata la piscina pubblica, sulla cui superficie si riflette sfocata la luna, i due giovani si ritrovano nei pressi del Wisco, che rimane aperto fino a mezzanotte in Estate.
John : John si frega le mani "Ah, il caro vecchio Wisco. Meno male che adoro i loro hamburger, altrimenti sarei già morto di fame."
John : "Sai, ho un sacco di amici che hanno deciso di diventare vegetariani, giù alla Madison... ci ho pensato, ma in questi momenti, è dura."
Henry: "In effetti è la cosa migliore di questa città! Non c'è nessun locale in America che faccia qualcosa di paragonabile ai loro panini."
Henry: "Vagani? Queste  nuove tendenze mi paiono stupide.
L'uomo è fatto per essere onnivoro.
Non c'è ragione scientificamente valida per rinunciare ad una bella bistecca."
John: "A essere sincero, prima o poi troverò il coraggio, magari dopo l'Estate. Mi rendo conto delle loro ragioni, ma a quest'ora in questo paese non c'è niente da mangiare e se ordinassi un hamburger senza carne chissà cosa mi direbbero."
John : "Hai mai pensato a quanto soffrono gli animali per darci da mangiare tutta questa carne? La gente ne mangia troppa, questa è la verità. Dovremmo essere in grado di alimentarci senza uccidere altri animali..."
John si ferma, indugia e si arrotola nervosamente un'altra sigaretta, sembra essere in una piena crisi di coscienza.
John: "L'hamburger di Wisco... è da quando sono tornato che non lo mangio... potrebbe essere un gesto radicale, cambiare ora e tutto il resto sarebbe in discesa."
Henry: "Beh, la sofferenza degli animali salvano dalla fame un sacco di persone, è la catena alimentare amico."
John : "Non capisci, Henry, noi esseri umani possiamo scegliere di non uccidere animali innocenti, sono nostri simili, basta guardarli. Se riesco a rinunciare all'hamburger di Wisco stasera, forse sarò una persona migliore. Accumulerò karma positivo."
John fuma nervosamente adocchiando il fast food. Drammi del primo mondo.
Henry: "Tu accumula tutto il karma, o come diavo si dice. Io entro e mi faccio un panino con doppio bacon e formaggio."
Detto questo entra nel locale.
John getta il mozzicone e lo segue.
Ad accoglierli ci pensa immediatamente Hollie che questa settimana ha il turno serale. E pensare che una volta avevano qualcosa in comune con lei. La giovane cameriera del Wisco senza troppe cerimonie indica un tavolo e saluta in maniera appena decente i due: "Ah, buonasera "gentiluomini". Accomodatevi pure."
Il fatto è che non si ricordano nemmeno cosa le hanno fatto. Vai a saperlo, ma è diventata una tradizione per i membri del club essere trattati male da Hollie Dewey. 
Qui a Hidden Creek ogni cosa diventa una tradizione.
"Ehilà Hollie, bella serata eh..." John si avvia verso il tavolo e si siede.
Henry con tono sarcastico dice: "Dolce come sempre, Hollie." e si accomoda al tavolo.
Visto che oggi è Sabato, il Wisco pullula di gente.
Il suo arredamento rustico, fatto con il sano e robusto legno dei dintorni, fa a pugni con i colori sgargianti della catena di ristoranti.
Nella confusione dei turisti, mentre stanno per ordinare alla rossa Hollie i loro panini, qualcuno li sta osservando.
E' solamente una sensazione, ma entrambi, nello stesso momento, sanno di di essere scrutati.
Henry gira la testa e cerca volti conosciuti tra la folla.
John, che stava cercando dentro di sé il coraggio per non ordinare un hamburger "Si volta e scruta da sopra lo schienale della sedia."
Dall'altra parte del locale, un uomo poggia sul tavolo quanto basta per pagare il suo caffé e qualcosa in più per Hollie per alzarsi subito dopo.
Dalla loro posizione, cercando di vedere meglio tra le teste dei vari avventori del locale, i due amici tentano di focalizzare la sagoma dell'uomo.
Questi si rivela essere individuo robusto, sulla trentina, dai lunghi e lisci capelli neri. Poco altro scorgono mentre costui, che indossa un completo di città, si avvia all'uscita.
John scruta lo straniero "Hai visto, un altro che beve caffè la sera. Che strano tipo, non sembra un turista."
Henry: "Decisamente. Va beh, ordiniamo intanto!"

Dopo aver stuzzicato ancora per un po' Hollie, che dal canto suo si impegna per essere adorabilmente insopportabile nei loro confronti, e dopo aver letteralmente divorato i loro menù Wisco è il momento di lasciare il locale.
Fa certamente piacere vedere tutto quel movimento in città, anche se la sua stessa natura passeggera in qualche modo lascia un leggero retrogusto amaro da qualche parte nel loro intimo.
John passeggia guardando le facce nella folla, sorridendo ai passanti (e soprattutto alle passanti). "È bello vedere il paese riempirsi. Chissà chi era il tizio di prima, sembrava venuto per una questione di lavoro, non so perchè ma mi dava quella impressione. Possibile?"
Henry: "Una persona decisamente sinistra, speriamo di non ritrovarcelo davanti."
John: "Mah, è solo che non riesco a immaginare cosa possa venire a fare qualcuno qua se non rilassarsi. Certo, magari per noi è diverso, però se vieni da fuori, che ci sarà mai qui? A meno che non sia qualche imprenditore, vorranno mica costruire un nuovo albergo o qualcosa di simile?"
I due risalgono Pine Street superando la Town Hall fino all'incrocio con la Maple Avenue, effettivamente il centro di Hidden Creek.
Nonostante inizi a farsi una certa ora, ancora diversi gruppetti si danno appuntamento all'incrocio. Ogni sera, per la durata dell'alta stagione, è uguale all'altra.
Cosa starà facendo Casey alla loro base segreta? Lasciargli la trasmissione del Sabato sera per rivedere per l'ennesima volta Star Wars è stata una mossa un po' da stronzi, devono ammetterlo. Ma non voleva forse lui dimostrare di essere in grado di fare andare la baracca da solo per una serata?
Mentre decidono come concludere la serata, visto che si avvicina la mezzanotte, di nuovo, quella sensazione.
John, che stava pensando di arrotolarsi un'altra sigaretta, si guarda alle spalle.
Henry: "Ancora...."
John : "Anche te hai l'impressione di essere osservato?"
Henry: "Già, meglio andare al covo e chiuderci dentro fino a domani mattina, non mi piace l'atmosfera che si sta creando."
John : "Sei esagerato... potrebbe anche essere un effetto delle mie sigarette... il mio amico mi aveva assicurato niente allucinazioni dall'ultima volta, ma non si sa mai. Comunque, non abbiamo nemmeno trovato la sorella di Ron, sarai mica deluso?"
Henry: "Un po'...."
John : "Potremmo andare a trovare Casey e vedere che sta facendo alla base. Non vorrei se la fosse presa, ma l'ha visto lui, Star Wars?"
Henry: "Non con me di sicuro....non vado mai al cinema con lui, ha il vizo di commentare il film in diretta."
La "base segreta", ovvero sia una delle abitazioni abbandonate di cui tanto sono pieni i dintorni di Hidden Creek, si trova dietro alla scuola elementare nell'area ormai disabitata in cui torreggia la vecchia water tower precedente alla nuova costruita vicino al municipio. E' un luogo tranquillo che, nonostante non sia esattamente a norma, sono riusciti a rimettere in sesto a guisa di rifugio. E con qualche sacco a pelo d'Estate non è così malaccio.
Da lì, come dice sempre John, diffondono la "magia" grazie una piccola antenna che hanno piazzato sulla vecchia torre. Inutile dire che tutto questo è illegale ma questa è una grande famiglia e in famiglia, si sa, si può chiudere un occhio, a volte anche due. In fondo sono bravi ragazzi che in Estate si divertono a fare i pirati, cosa c'è di male nel rallegrare le serate ai pochi affezionati che si sintonizzano?
Mentre i due si dirigono verso il rifugio, lentamente e ad una certa distanza da loro una Dodge Aspen verde scuro, a fari spenti, prosegue nella loro stessa direzione.
Henry: "Al mio 3, usciamo dalla strada e tagliamo per la boscaglia."
"Perché al tuo tre? Penserai mica che sia gente losca? Gli si saranno guastati i fari, dovremmo avvisarli, potrebbe essere pericoloso qui a fari spenti. Saranno i soliti turisti ubriachi..." Joh adocchia l'auto.
Henry: "Non la fissare...."
All'interno dell'auto è difficile scorgere qualcosa visto il buio e la distanza ma alla guida pare esserci la sagoma di una persona robusta.
Henry: "Dai, connetti, non ti pare strano che una macchina ci segua a far spenti e una persona prima ci stava osservando?
C'è qualcosa che non mi torna."
John: "Secondo me sei paranoico... comunque sembra un uomo solo, non starai pensando al tizio di prima? Va bene, dai, tagliamo e vediamo se prosegue sulla strada." John, pensando all'uomo del Wisco, non può che sentirsi un po' inquieto: "Non capisco perché sta guidando a fari spenti, secondo me è ubriaco. È strano che vada così lentamente però."
La macchina continua a seguirli fino a quando, di colpo, non accosta sulla strada buia.
Ormai, al limitare della cittadina, non ci sono più lampioni e le ombre gettate dagli alberi avvolgono ogni cosa.
Henry: "Sarà bene metterci a correre."
John: "Se questo tizio ce l'ha con noi, meglio filarcela, hai ragione. Probabilmente non conosce la zona, potremmo seminarlo."
John: "Ma che cavolo vuole? Magari cerca solo qualcosa!"
Dalla macchina non scende nessuno, passano i minuti.
Henry: "Dai corriamo, siamo quasi arrivati" Henry comincia a correre.
"Aspetta, che fai!" nonostante la curiosità, John si mette a correre dietro all'amico: "Potrebbe aver bisogno d'aiuto, magari sta male..."
Dopo qualche metro, John getta si getta un'altra occhiata alle spalle, verso la macchina.

I due corrono a perdifiato nel fitto della boscaglia dove una volta c'era una strada. Le sagome delle abitazioni che furono, sono ancora più sinistre questa notte, fantasmi della foresta.
Finalmente, una luce sagoma amica, quella della vecchia torre dell'acqua.
Sono arrivati.
Dalle persiane chiuse della base segreta, filtra la luce della stanza in cui trasmettono, questo vuol dire Casey.
Riprendendo fiato, entrano nel cortile della base segreta.
Henry: "Vediamo se i guai li ha causati il caro Casey..."
John annuisce e ripensa alla macchina, che fosse davvero l'uomo del Wisco? Sembrava stesse cercando proprio lui e Henry. Magari Casey avrà qualche idea di quello che è successo, per quanto possa sembrare assurdo.
John: "Secondo te era lo stesso tizio di prima?"
Henry: "È molto probabile."

Casey, molto sorpreso di vedere i due amici così scuri in volto, li accoglie all'interno del rifugio. I suoi spessi occhiali da vista nascondono in parte il fatto che il suo volto sia identico a quello di Diane, sua sorella gemella, se solo questa avesse i capelli corti. L'incontro di questa notte è stato sfuggevole come le ombre che li circondano ogni volta che cala l'oscurità su Hidden Creek.

Il mattino seguente, sembra loro di essersi risvegliati da un sonno più pesante del solito, come se quel mondo che si annidia tra le fronde degli alti pini fosse un po' più vicino.

L'incontro del 25 Giugno non figurerà più nei loro pensieri dei giorni seguenti, presi come saranno nella frenesia che precede la Summerfest, ma se si dovesse andare a ritroso, il presagio di quella notte fu un velato annuncio di ciò che sarebbe avvenuto di lì a poco.

FINE DELLA SESSIONE




Aggiungo un piccolo commento musicale correlato, perché mi va.
Gli Hawkwind sono un gruppo space rock e apprezzo molto il loro album "In search for space" del 1971. Epico e combattivo, pieno di battaglie spaziali, è proprio l'atmosfera che i nostri eroi amano trovare al cinema!
Saluti,

Zorkaan "John VanDreel"

Vivere a Hidden Creek: volti noti (Log #2)


La vecchia Water Tower situata nell'ex White Elm Road

Con l'arrivo dell'alta stagione Hidden Creek, Wisconsin ed i suoi dintorni si riempiono di turisti che, assieme agli abitanti della cittadina, animano il periodo estivo. Sessione dopo sessione, impareremo a conoscere coloro che ad Hidden Creek vivono e coloro che sono solo di passaggio:

Richard "Dick" Myhers (43 anni):
L'ultima persona ad essere nata a Hidden Creek prima del suo abbandono, Richard Myhers non è noto nella cittadina per essere un genio. "Dick", nomignolo che non sopporta, è il figlio dell'amato e rispettato sindaco Isaia Myhers, uno dei fondatori della rinnovata Hidden Creek, e grazie al padre è stato messo alla direzione dell'Heritage Museum, oltre che alla supervisione di numerosi eventi della comunità. Nonostante le sue evidenti limitazioni, svolge il lavoro di direttore decentemente. Ama vestire in modo eccessivamente elegante anche fuori dal museo.

Juliet Mosley (46 anni):
La signora Kincaid è la tuttofare di Dick Myhers nelle questioni riguardanti l'Heritage Museum; si potrebbe considerare addirittura una co-direttrice del museo per le innumerevoli volte che ha partecipato in maniera determinante alla sua gestione. Juliet è originaria di Sun Prairie, vicino a Madison ed è sposata da ventidue anni con il Capo Kincaid col quale si è trasferita, assieme al figlio Henry, a Hidden Creek dopo l'assegnazione del piccolo dipartimento di polizia al marito. Di carattere dolce ma deciso, è un punto di riferimento per la comunità e negli anni  ha dimostrato di saperla influenzare al pari di Clarke.

Andrew Kosinski (32 anni):
Andrew, giunto a Hidden Creek quattro anni fa, è il braccio destro del Capo Kincaid. Di origini polacche, Kosinski ha una smisurata ammirazione per il suo superiore. Nonostante nella tranquilla cittadina di provincia non accadano crimini degni di nota, Andrew è addirittura più solerte di Clarke nell'assicurarsi che ogni cosa in paese sia in ordine. Questo zelo, sebbene riceva le lodi del Capo, lo ha portato ad essere inviso agli altri due suoi colleghi ed ha creato qualche tensione con i cittadini meno rispettosi delle leggi tra i quali i ragazzi del club con le loro bravate, radio pirata su tutte.

OUR SECRET BASE: seconda sessione completata!


La fine di un'era?
Nella sessione di questa sera la base segreta del club dei Vecchi Gentiluomini, il rifugio che ospitava la loro radio pirata, è andato distrutto a causa dell'ineluttabile scorrere del tempo. O forse c'è dell'altro? Dopo essere stati ingaggiati da "Dick" alias Richard, l'inetto figlio del rispettato sindaco Isaia Myhers, per curare il reparto audio dell'imminente Summer Fest, i nostri hanno subito la perdita della loro amata base segreta, luogo di innumerevoli ricordi. E pure la prospettiva di guadagno, i 500 dollari promessi da Myhers junior come anticipo per il loro aiuto, sono momentaneamente sfumati a causa dell'indomabile Diane, il famigerato quarto membro del club e gemella di Casey, che da sempre ha un rapporto ambiguigo con i nostri gentiluomini. Riusciranno i ragazzi del The Old Gentlemen's Club a recuperare i soldi, organizzare il festival e trovare una nuova base? Le vite di questi giovani e le loro vicende trascorrono all'ombra di forze che non possono lontanamente comprendere, mentre una vecchia radio diventa il messaggero di oscuri segnali.

Alla prossima settimana!

domenica 20 aprile 2014

Jesus Christ Superstar: intermezzo musicale

Buona Domenica campeggiatori e Buona Pasqua!

Ecco un breve riepilogo delle prossime attività: Mercoledì sera ci sarà la seconda sessione di Hidden Creek nella quale cominceremo ad addentrarci nella ragnatela di segreti che si districa tra i verdi boschi della Forest County. Non sarà ancora presente Luigi: non è disponibile la prossima settimana e sto aspettando il suo bg che dovrebbe essere in preparazione, non appena mi arriverà provvederò a postarlo con ritratto annesso. Spero invece che dalla settimana dopo il gruppo sarà al completo.

Visto che oggi è Pasqua, come intermezzo vi beccate il concept album di Jesus Christ Superstar - siamo nel 1970 - da cui è scaturito l'anno successivo il musical e tre anni dopo il film, musiche di Andrew Lloyd Webber e testi di Tim Rice. Devo dire la verità, non lo avevo mai ascoltato prima di oggi essendo solamente in familiarità con la versione cinematografica, uno dei miei musical preferiti.


Di seguito:


Al prossimo aggiornamento!

venerdì 18 aprile 2014

Vivere a Hidden Creek: volti noti (Log #1)


Area parcheggio adiacente al Pinewood Sawmill Museum

Con l'arrivo dell'alta stagione Hidden Creek, Wisconsin ed i suoi dintorni si riempiono di turisti che, assieme agli abitanti della cittadina, animano il periodo estivo. Sessione dopo sessione, impareremo a conoscere coloro che ad Hidden Creek vivono e coloro che sono solo di passaggio:

Ronald "Ron" Tamlyn (22 anni):
Pallido come un morto e dalla lingua lunga, Ron lavora al Lincoln Market, la drogheria di famiglia, aiutando il padre. Sua madre morì un anno prima che i Tamlyn si trasferissero a Hidden Creek; appena concluso il Liceo ha sentito il dovere di dare una mano in negozio. Da bambino non entrò a far parte del club segreto in quanto i segreti non è mai stato bravo a mantenerli. Ha una sorella diciannovenne di nome Rachel che crea non pochi grattacapi ai due uomini della famiglia Tamlyn per via del carattere troppo espansivo.

Hollie Ann Dewey (21 anni):
La rossa Hollie è considerata, al pari dei verdi pini, una bellezza del luogo: Miss Forest County lo scorso anno, per un soffio non è riuscita a vincere la corona di Miss Wisconsin. Per qualche motivo ormai dimenticato da entrabe le parti, esiste dell'atrito tra lei e l'Old Gentlemen's Club. Il suo sogno nel cassetto è diventare una cantante ma nonostante la sua piacevole voce, non è riuscita a farsi notare. Da tre anni, in Estate lavora al Wisco di Hidden Creek mentre studia per diventare maestra elementare.

Casey Turner (20 anni): 
Ogni compagnia di amici che si rispetti ne ha uno tra le sue fila: Casey Turner è il nerd del gruppo. Da quando otto anni fa l'Apollo 11 portò l'Uomo sulla Luna, Casey è appassionato di tutto ciò che riguarda lo spazio. Fan sfegatato di Star Trek, mentre tutti gli altri sono usciti entusiasti dalla prima di Star Wars, ha commentato sconcertato: "Non è Fantascienza, è Fantasy!" Di carattere mansueto, negli anni si è rivelato un amico fidato e membro insostituibile del club. Ha una sorella gemella di nome Diane: praticamente due gocce d'acqua,  sono di carattere opposto.

Riscrittura sessioni

Ciao a tutti!
Volevo scrivere qua una cosa. Si è fatta la prima sessione Mercoledì scorso e secondo me non sarebbe male che dopo ogni sessione si riscrivesse il log in maniera presentabile per poi postarlo qui o comunque fare alla fine un "libriccino".
Secondo me è una cosa bella alla fine della campagna avere un pacchetto finito da portare via.
Ho già "sgrossato" la prima sessione, di questa cosa posso occuparmi io e pensavo che poi il nostro DM potrebbe fare alcune rifiniture. Alla fine di tutto posso impaginare un bel librino in LaTeX che viene bello, da portarvi a casa e far vedere ad amici e parenti.
Scrivo questa cosa qui per dire anche che secondo me sarebbe carino se durante le sessioni quindi giocassimo anche con questo intento e rendessimo tutto più "narrativo" possibile. Più descrizioni e dettagli mettiamo dentro noi, meno lavoro per dopo e più carino viene il tutto alla fine.
Ovviamente se avete pareri o suggerimenti fatevi avanti, scrivo qui per discuterne.

Visto che si può, aggiungo anche una piccola colonna sonora al mio post. Questo album è del 1970 ed è uno dei miei preferiti. Il gruppo Gentle Giant faceva quello che poi verrà chiamato "progressive rock" e pur avendo un grosso successo nell'"underground" del tempo non è mai davvero riuscito a sfondare. Il loro album di esordio "Gentle Giant" non è facile, ma per gli amanti del prog è una gemma da conoscere.
Questo brano viene dall'album. È uno dei miei preferiti e coniuga una melodia orecchiabilissima con un delirio prog che coglie a tradimento a metà del pezzo.

Saluti e stay tuned.

Zorkaan "John VanDreel"



mercoledì 16 aprile 2014

Southern Nights: intermezzo musicale

Cari campeggiatori, questa sera ci diamo al country pop...

La sessione di ieri sera direi che è andata benone per essere quella di rodaggio. La mia intenzione era quella di introdurre la vita a Hidden Creek in maniera più naturale possibile, spero che il mio proposito sia andato a buon fine e che vi siate calati nella nostalgica Estate del 1977.

Il brano di oggi dal Wisconsin ci trascina decisamente a sud dove, all'inizio del '77, esce  il singolo Southern Nights, hit di Glen Campbell, cantante nativo dell'Arkansas.


Di seguito:


Al prossimo aggiornamento!