venerdì 16 gennaio 2015

ATMOSPHAERA Capitolo VI: Verso Nord.


Nella cattedrale della Sacra Mayra, la capitale dell'Impero Hesperide, il fumo degli incensi e il brusio di sottofondo dei centinaia di chierici riuniti per un'occasione tanto solenne quanto grave, si mischiano nelle prime luci dell'alba, dopo una lunga notte di interminabili dibattiti in vista della decisione finale da presentare all'Imperatore stesso: Hesperia necessita di un nuovo inquisitore e quanto accaduto al Santuario del Grande Giorno non può restare impunito. Quali siano state le motivazioni dell'eretico Don Alivan Velazquez da Freil, inquisitore caduto ora in disgrazia, questo è un grave assalto alla stabilità dell'ordine pubblico e della Chiesa di Eixo. Tra gli antichi seggi di legno pregiato c'è chi mormora di un'alleanza del caduto con il Santo di Northe e la sua gente per espandere l'eresia venuta del freddo confine, chi invece sospetta il coinvolgimento della nobiltà di Freil, da sempre rivale della corte imperiale, date le origini di Velazquez. 
Alla venerabile Badessa dell'Ordine di Santa Almizra da Valdeixos, rannicchiata sulla nuda e antica pietra della cattedrale coperta solo del suo umile e logoro saio grigio, tutto questo non importa: l'intero concilio straordinario è solo politica, uno specchio per le allodole. Essa è già stata selezionata dall'Aviazione Imperiale per ricoprire quel ruolo: che i vecchi chierici si dilettino pure nelle loro disquisizioni teologiche tra i vari ordini... Ora serve agire, ora serve mostrare che la Parola dei Profeti di Eixo è ancora salda nelle mani della famiglia imperiale. 
Ormai la luce di un nuovo giorno illumina le statue ed i palazzi della capitale mentre le campane tutte suonano a festa. Il popolo mormora vedendo la fumata bianca: un nuovo inquisitore è stato investito per proteggerli dalle loro paure. Questa è la volontà di Eixo, questa è la volontà dell'Impero. 

Il bosco dei tassi getta una piacevole ombra nella pianura assolata dell'ultima terra a nord dell'arcipelago Hesperide prima della vastità dei cieli aperti: la fertile Tago, l'isola dei mulini a vento.
Giunti in gran segreto una ventina di giorni fa, tentando di non destare il minimo sospetto, il folkloristico gruppo di ricercati si è accampato in questo luogo remoto in attesa della prossima mossa. Il piano resta sempre il medesimo: giungere fino a Sevir, vendere le reliquie per procurarsi uno scafo adatto e far rotta verso Northe, ultima tappa prima del grande balzo verso un mondo nuovo.
Aspettando il ritorno di Shaw Feowl, l'unico tra loro a non essere ufficialmente ricercato, recatosi nuovamente a Porta Gharve per recuperare il resto del futuro equipaggio, i cinque Aviz hanno approfittato per conoscersi meglio tra loro, seppure l'impresa risulti ardua con Velazquez, particolarmente schivo e riservato, sebbene sempre educato e disponibile come il suo rango gli impone. 
Nel quieto pomeriggio di una giornata serena, Seamus ronfa sotto un tasso, come al solito apparentemente in pace con l'universo, mentre Whydah fuma un'erba misteriosa tra le volute di vapore, rilassandosi: "Non sono ancora abituato a questo posto, troppo bucolico per i miei gusti. Forse è tutto questo verde!"
Accanto a loro, il Santo e l'Inquisitore caduto sono impegnati in una partita a Fierge, le cui pedine sono state ricavate con dei sassolini.
"Ora quale sarà la prossima mossa dell'Impero? Inquisitore?" chiede Northeburg, con aria assorta0.
Ormai abituatisi a vederlo vestito in abiti civili, i tre fuggitivi di Tariq tuttavia non si sono ancora abituati al tono di voce di quell'Aviz che, qualsiasi discorso intavoli, anche il più triviale, sembra un predicatore: "Chierico Northeburg, credo proprio che la prossima mossa sarà quella di eleggere un nuovo Inquisitore di Hesperia, visto che ho, come dire, lasciato il posto vacante, e con molta probabilità di mandarcelo contro: vorranno dare una lezione esemplare a coloro che hanno distrutto parte delle loro menzogne..." Velazquez non sembra minimamente preoccupato, come se tutto questo sia ancora parte di quanto da lui previsto.
Seamus torna per un attimo dal mondo dei sogni: "...Quanto costa diventare Inquisitore?"
Whydah: "In termini di popolarità?"
Velazquez, in un tono che sembra scherzoso: "...Troppo poco."
Marlin, muovendo un sassolino bianco: "Dipende da quanto vuole spendere chi ha interessi ad investirlo in quella carica. In questo caso specifico, sceglieranno di comunque accordo un guerriero, per difendersi dalla minaccia dell'Inquisitore eretico."
Seamus intreccia le dita dietro il capo sbadigliando: "A casa mia, che siamo civilizzati, non esiste la politica: i più ricchi si comprano il potere, tutto più facile." 
Velazquez: "Se in tempo di pace l'Inquisizione è un apparato inutile, in momenti come questi  assume un ruolo cruciale: l'Inquisitore di Hesperia diviene di fatto la mano destra dell'Imperatore per evitare che il suo potere venga messo in discussione."
Marlin: "Probabilmente lo hanno già deciso, e i suoi agenti sono già alle nostre calcagna: le elezioni richiedo tempo solo a parole, i giochi che contano sono fatti prima."
Gally: "Alla fine l'unica democrazia è la pirateria! Più o meno..."
Bran: "Demo-che?!"
Marlin: "Inquisitore, ci servono alleati."
Whydah: "...E soldi. E armi. E tanto, tanto guano."
Marlin: "Armi? Quelle sono inutili quando hai l'intera Aviazione Imperiale contro: un acciarino in più o meno non fa la differenza contro una fregata di Hesperia o un'intera compagnia di Freil... Serve gente disposta a nasconderci e a farci passare in sicurezza per territori ostili."
Diogenes Mallart, il loro meteorologo di fiducia, che in questi giorni ha passato la maggior parte del tempo chiuso in tenda tra i suoi scarabocchi e quei polverosi diari di viaggio, finalmente ne esce e, visibilmente provato ma soddisfatto, sventola un suo libretto  pieno di appunti: "Gentlemen, ci sono!"
Whydah: "Domani piove?"
Bran: "Sei riuscito a uscire dalla tenda?"
L'eccentrico Aviz verde scuro, dal caratteristico piumaggio bianco attorno al collo, fa un'espressione buffa, fingendosi offeso per qualche istante: "No, idioti. Abbiamo una rotta concreta da Northe fino alla nostra destinazione..." Dopo di che fa una pausa per vedere se tutti lo ascoltano.
Whydah: "Ti ascolto... fammi indovinare: "una rotta sicura, rapida eccetera"?"
Mallart, tutto impettito nonostante sia trasandato data la sua volontaria reclusione di questi giorni: "No no... una rotta!" Dice con tono smargiasso: "Vedete, c'era qualcosa che non mi tornava guardando questi vecchi diari di viaggio: ogni volta, una rotta di versa. Ho cominciato a sovrapporre i percorsi e la mappa provvisoria di quel tratto di cielo che ne è risultata non ha senso..." il meteorologo si siede nel prato all'ombra dei tassi invitando gli altri a fare lo stesso. Dispiega poi una carta disegnata a mano e scarabocchiata all'inverosimile: "È come se ogni volta la disposizione delle isole sia cambiata nell'arco all'incirca di tre secoli dalle coordinate che ho estrapolato. Come sapete nessuna isola è perfettamente immobile e la linea di fluttuazione in qualche modo è mossa da delle correnti che noi non vediamo ma che sappiamo esserci. Questo fenomeno in genere è talmente impercettibile e lento che non viene considerato nemmeno... Ma se questa non fosse una costante ovunque? In pratica: le isole che si trovano oltre Northe, lassù nei ghiacci, si muovono ad una velocità percettibile, forse quanto una nostra nave. E questo ci porta al nostro grande problema: gli scafi sono di roccia, quindi sono soggetti alle stesse forze esercitate dalla linea di fluttuazione. Sono giunto alla conclusione che in quel tratto di cielo non si possa navigare a vela, ma si debba lasciarsi trasportare dalle correnti."
Velazquez annuisce soddisfatto: "Ve l'ho detto che era dotato, no?"
Gally è stupefatto: "Incredibile! E perfetto per covi e nascondigli: isole vaganti... Diogenes, sei riuscito a tracciare una rotta vera per la nostra destinazione?"
Mallart: “Qui viene il difficile: ho creato un modello ipotetico di come potrebbero essere disposte le isole al momento, ma è difficile esserne certi senza un'osservazione diretta...”
Marlin: "E se usassimo un pallone aerostatico con una propulsione diversa, per esempio un sistema di eliche mosse dalla forza motrice di persone che le fanno muovere? In questo modo potremmo non essere soggetti alle correnti.” 
Seamus: “Oppure, affidandoci proprio a quelle correnti e sfruttandole potrebbe essere possibile forse arrivare a destinazione ancora prima che a vela... Quale velocità si potrebbe raggiungere così?"
Mallart: "Un pallone aerostatico mosso da eliche, eh? È interessante..." il meteorologo ci rimugina sopra mentre risponde a Bran: "Teoricamente, non c'è limite alla velocità raggiungibile che io sappia, dipenderebbe dall'impetuosità delle correnti della Linea di Fluttuazione. E, se la disposizione delle isole che ho ipotizzato fosse corretta, un viaggio che a vela ci durerebbe credo anche sei mesi, potrebbe ridursi anche a uno solo: cento giorni invece che seicento... non male!"
Seamus: "Se potessimo disegnare uno scafo in grado di resistere e sfruttare queste correnti... potrebbe fruttare una fortuna. Oltre che aiutarci a raggiungere il nostro obiettivo, ovviamente."
A Mallart si illuminano gli occhi: "E se usassimo un sistema ibrido? Un pallone trainato da una roccia?"
Northeburg: "A questo punto sarebbe anche possibile parlare di un'intera roccia usata a mo di nave, con altre due nave come rimorchiatori per portarla la dove le correnti non sono così impetuose."
Seamus annuisce: "Un pallone potrebbe essere anche mosso in assenza di correnti... quando le correnti svaniscono la pietra potrebbe essere messa da parte, scaricata o usata come ancora."
Gally: "Non male come idea! Bisognerebbe però anche pensare a delle mappe che segnino tutte le correnti e le future posizioni delle isole."
Mallart scrocchia le dita: “Vedo che siamo sulla stessa linea d'onda. Avete ragione, tutti voi. E io credo di poter costruire questo nuovo tipo di velivolo, se avessi i mezzi necessari per svilupparlo.”
Northeburg: "Sì riconferma il suo genio, señor Mallart, ma questo richiederà molti più fondi del previsto."
Whydah lancia un'occhiata a Diogenes: "Immagino tu l'abbia già pensato anche a questo."
Mallart guarda con curiosità il Santo con espressione sorniona: "Lei si interessa di meccanica, lo ammetta..."
Marlin: "Ho approfondito anche i miei studi in meccanica, per creare macchine che aumentassero la resa agricola dei campi di Northe, quando ero ancora un giovane prelato idealista e convinto del sistema. Con scarsi risultati, purtroppo."
Seamus: "Forse conosco qualcuno che potrebbe aiutarci, a Sevir. C'è un ingegnere che conosco, un vero e proprio genio della meccanica.. Sfortunatamente, non è mai stato bravo a gestire i propri soldi e si è indebitato fino al collo con debiti di gioco... Va da sé che a quei tempi in qualche modo diverse case da gioco della città afferivano a me e quindi il debito lo ha nei miei confronti."
Velazquez: "Ottimo. E con i soldi che speriamo di ottenere dalla vendita dei manufatti, vediamo di tirare su abbastanza da coprire tutte le spese. Questa sera, se il señor Feowl è stato preciso nel suo incarico, dovremmo essere pronti per la partenza. Ora, se volete scusarmi, ho qualche missiva da preparare prima di lasciare quest'isola." dice allontanandosi verso la sua tenda lasciando la partita di Fierge a metà.
Il meteorologo nel frattempo recupera le sue scartoffie: "Non vedo l'ora di vedere con i miei occhi queste correnti straordinarie... I cieli sono così piedi di meraviglie." Dice con la testa tra le nuvole prima di riprendersi e rivolgersi ai tre, quasi bisbigliando: "Volete che vi racconti una storiella? È interessante..."
Seamus: "A Sevir diciamo: "interessante è solo ciò che reca profitto". Quanto mi dai per ascoltare?"
Whydah: "Noi pirati diciamo invece: " le informazioni sono un profitto"... E le storie sono informazioni."
Mallart: "esatto, amico pirata, parole sacre!"
Seamus sospira in modo teatrale: "E sia, mi sacrificherò... Racconta, forza!"
Marlin guarda le pedine ancora a terra: "...Anche perché non abbiamo niente di meglio da fare."
Mallart si frega le affusolate mani tutto soddisfatto: "Oggi, voglio raccontarvi qualcosa di più sulla nostra destinazione, oltre la barriera dei ghiacci, il luogo che i vertici più alti dell'Aviazione Imperiale chiamano il “Governatorato di Espada”, una terra mistica e lussureggiante reclamata a colonia dopo che la Reconquista permise di potersi concentrare sull'esplorazione... Bene, quella solitaria colonia nell'altro emisfero non è che la rifondazione di una realtà molto più antica: il Feudo delle Spade, Claidheamh-mòr, fondato dai primi abitanti del Nord, quando ancora il loro regno raggiungeva Sevir e rivaleggiava con Freil ed Hesperia, più di mille anni fa! Uno dei diari di viaggio che ho recuperato racconta di come in quella terra lontana i primi esploratori del Regno del Nord avessero combattuto una leggendaria guerra contro i demoni per il controllo di quelle terre così fertili ma così selvagge: il condottieri del nord riuscirono a strappare, con un alto prezzo di sangue, quelle terre alle nemesi degli Aviz, esseri mostruosi e dalle fattezze ripugnanti, per donare le risorse a questo nostro emisfero. Tanti furono i morti  tra i valorosi Aviz del Nord che le loro spade, ora monumenti funebri, ricoprirono i campi dell'intero feudo... Queste cose non le insegnano in seminario, eh signor Santo?"
Marlin scrolla la testa: "Leggende! Il Regno del Nord non ebbe mai una grande tradizione commerciale, ed ecco perché decadde velocemente a confronto del prolifico Sud."
Mallart alza le spalle: "Forse ha ragione lei, Northeburg. Però, mi piace pensare che Atmosphaera sia molto più di questa sottile linea sospesa che chiamiamo “Impero”..."
Bran: "Per una volta, condivido il tuo entusiasmo: nuove terre ci attendono con le loro ricchezze! Non siamo fatti per fermarci alle nostre piccole città, in un mondo così vasto ci sono sempre opportunità nuove."
Why: "Allora siamo in tre a condividere questo entusiasmo! La vita del pirata è proprio questo, avventura!"
Marlin: "Ammettiamo pure che sia così: Eixo ci ha donato Terra Preta e tutte le altre isole di Atmosphaera, dunque se questi altri territori esistono sono nostro per diritto divino."
Seamus scuote la testa: "Sono nostri perché abbiamo l'ingegno e l'abilità di reclamarle, chi non li ha non li merita. Lo ricordi, Santo."

All'imbrunire, finito di smontare il piccolo accampamento, la compagnia è pronta a rimettersi in viaggio sotto le prime stelle della notte. Cinque piccole lucertole da soma, dalla sguardo festoso nonostante il peso dei bagagli, seguono il gruppo che procede nella brezza fresca della campagna pianeggiante di Tago mentre i mulini a vento, ora fermi, si stagliano in lontananza come silenziosi giganti. Ritrovatisi al crocevia di una strada tra i campi di grano, il gruppo si ferma mentre altre figure, guidate da una flebile luce e seguite anch'esse da lucertole da soma, si avvicinano nella loro direzione. Shaw Feowl, ormai riconoscibile, fa un cenno con la mano libera dalla piccola lanterna che reca con sé: "Compadres!"
Seamus: "Ehilà, Shaw! Abbiamo giusto avuto un paio di idee geniali che dobbiamo raccontarti..."
Gally: "Si parla di roba che galleggia!"
Il mercenario mette la mano avanti: "Calmi, calmi! Inquisitore, ho recuperato i nostri nuovi compagni di viaggio..." dice facendo luce dietro di lui con la lanterna.
Passando velocemente, la fiamma illumina per primo un Aviz color ruggine dall'aspetto malandato e rintontito: si tratta del dottor Rufous Bristle, medicastro reclutato da Bran e Whydah a Porta Gharve, seguito dall'altra acquisizione, il "cuoco" Vasa Qamari, un individuo grande, grosso e poco rassicurante, più simile ad un pirata che altro.
"Ah, Rufous!" Bran esclama: "Come stai? Non ti ho mai visto così lontano da una taverna..."
Il dottor Bristle, con voce roca: "Ho smesso, Bran: ho chiuso col bere! L'oppio che mi sono prescritto è fantastico per smettere con l'alcol."
Marlin non è impressionato dal “genio” del dottore: "Oppio, eh? Da una dipendenza ad un'altra.”
Seamus annuisce: "Io l'ho sempre detto che sei un genio della medicina!"
Per ultimo la luce illumina il piumaggio delicato e la figura esile di Zariñena, la giovane chierica della Commenda di Gharve ed agente di Velazquez: "B-buona sera, señores."
Marlin bisbiglia scettico a Velazquez: "Lei perché è stata portata qui?"
Velazquez, senza sussurrare: "Perché, nonostante le apparenze, sorella Zariñena è il migliore orecchio che posseggo, nonché mia aiutante."
La giovane si inchina cerimoniosamente cercando di attirare l'attenzione del Santo.
Marlin: “Questa non è impresa adatta ad una señorita e chierica di Eixo... Senza offesa."
Seamus: "Ah, un po' di sano sessismo clericale ci voleva! Noi prendiamo a bordo chiunque purché sappia farsi valere. Direi che finora ha già fatto più che abbastanza!"
Velazquez è più che soddisfatto delle parole del seviriano e si rivolge a Feowl: “Che notizie ci porti da Hesperia? Ti è giunta qualche voce riguardo alla possibile elezione di un nuovo Inquisitore?”
Shaw: “Sì, abbiamo anche un nome: si tratta della Badessa Cantabria dell'Ordine di Santa Almizra da Valdeixos. È lei la nuova Inquisitrice di Hesperia."
Why guarda il Santo, non essendo ferrato in materia: "Immagino sia un male, conoscendo la nostra sfortuna cronica..."
Northeburg: "Un male? Quella non è un'Aviz, è un sauro con la bava alla bocca... La sua fama di repressione dell'eresia arriva fino nelle terre del freddo. Ora che ha potere, sarà anche peggio."
Lo sguardo di Velazquez non è poi così sicuro come al solito: "Northeburg ed io la conosciamo di fama: non ci darà tregua, lo so. La caccia è aperta..."
Seamus fa spallucce: "Tanto siamo già condannati a morte, guardate il lato positivo: peggio di così non può andare."
Whydah: "Potrebbe farci soffrire prima..."
Bran: "Aspetta di assaggiare la specialità di Qamari e rimpiangerai l'Inquisitrice."
Il silenzioso e massiccio cuoco si limita ad annuire.
Velazquez: "Potremmo non concludere questo viaggio. E questo è peggio della morte in senso stretto."
Northeburg: "Sarà meglio ponderare gli spostamenti con la massima cautela da questo momento in avanti. Inquisitore, avrete pure una rete di conoscenze ed alleati che può rendere sicuro il nostro viaggio!"
Velazquez, riacquistata la sua espressione sicura: " In effetti, aspettavo di avervi tutti qui per rivelarvi la prossima mossa: abbiamo rimediato un passaggio diretto per Sevir, compadres: dovremo ringraziare un mio caro amico e armatore che è riuscito a procurarci un posto nella Flotta Commerciale del Vicereame di Agrevia, vero vanto di quell'arcipelago e forse il più grande dispiegamento civile di scafi dell'Impero..."
Seamus, anche se non lo mostra platealmente, è sollevato: "Ottimo! Allora informerò chi di dovere che stiamo arrivando. Dovremmo essere in grado di rintracciare quello sbandato di cui vi dicevo. Che poi, tra l'altro, potremmo anche guarirlo dai suoi problemi col gioco grazie alla miracolosa cura del doc."
Marlin: "Seamus, forse è meglio non avvisare chi può vendere la propria lealtà per denaro: non vorrei che fossimo noi a essere la parte che offre di meno."
Velazquez: "Meglio non rivelare il nostro arrivo a nessuno, concordo."
Seamus scuote la testa: "Sto parlando della persona a cui ho affidato tutti i miei affari a Sevir: ho assoluta fiducia, ed è raro che io lo dica. Una volta arrivati dovremmo poterci muovere agilmente. Non sono in città da diversi mesi ormai e potrebbero essere cambiate molte cose."
Whydah: "Uhm non sono convinto. Mi fido di chi ti fidi, ma non si sa mai."
Velazquez: "Señor Bran, non possiamo correre neppure il rischio che la missiva venga intercettata. Mi fido di lei, ma non mi fido dell'Impero."
Bran: "D'accordo, cercherò di contattarlo una volta lì, sperando che non moriremo tutti appena messo piede a terra."
La chierica riflette: "Señor Bran, potrebbe avvisare il suo contatto quando saremo a qualche giorno di distanza da Sevir, quantomeno potremmo ridurre il rischio. La Flotta Commerciale del Vicereame di Agrevia possiede il proprio seguito di Fantasmi, è possibile utilizzarli per inviare una missiva già in viaggio. Le sembra un compromesso accettabile?"
Gally: "Buona idea. Sarebbe ancora più bello se la lettera per avvisarlo fosse in codice."
Seamus sospira: "Ovviamente il messaggio è in codice! È indecifrabile, aggiungerei. Non vi ho detto che sono un crittografo? No? È utile per gli affari... E lasciatevelo dire, la roba che usa l'Aviazione Imperiale fa ridere in confronto a quella delle grandi compagnie."
Shaw guarda storto Bran ma si tiene per sé il commento.
Northeburg: "Abbiamo una linea di azione dunque, quindi procediamo."
Finalmente riuniti, gli Aviz di Alivan Velazquez si allontanano insieme sotto le brillanti lune di Atmosphaera, consci che il viaggio che stanno per intraprendere potrebbe essere l'ultimo delle loro vite.

Tra le mura del Vicariato nella grande capitale, un'Aviz osserva la tonaca nera e rossa, usata solo per l'investitura, piegata all'interno dell'intarsiato armadio. Scalza, e ancora con i suoi stracci addosso, la nuova Inquisitrice di Hesperia si limita a sostituire la cordicella usurata del saio con una fascia rossa: la superbia è un peccato grave, e distoglie da ciò che è vero, dalla sua missione.

L'ordine tornerà in tutto l'Impero Hesperide, dovesse bruciare l'intera Northe.

FINE DELLA SESSIONE

ATMOSPHAERA Capitolo V: Menzogne.


Un altro giorno è passato sugli altipiani di Hesperia. Il sole emana gli ultimi raggi oltre le maestose vette delle montagne che formano una barriera naturale e un passaggio obbligato dalle ventose coste ovest alla piana di Valdeixo, cuore agricolo di queste regioni dell'Impero. La ripida strada si inerpica velocemente tra le rocce mentre piccole postazioni di guardia punteggiano il percorso dei pellegrini e delle lucertole da soma che incedono nella tiepida notte di Atmosphaera. Quando il sole torna a sorgere dalla parte opposta del loro percorso, là nella distesa delle nuvole perenni, la faticosa notte si conclude. 
La raggiante luce mattutina colora di rossastro i marmi e le chiare pietre del Santuario del Grande Giorno che si svela come una sacra visione ai loro occhi oltre un lungo ponte che collega il crinale al complesso religioso sorpassando un ampio e profondo crepaccio, unico accesso al luogo di pellegrinaggio. Lo stile esuberante e barocco della struttura tradisce fin da subito l'origine recente e lo scopo celebrativo dell'opera, vero e proprio monumento alla Cultura Aviz dalla sua lunga e travagliata storia. Le ampie cupole proteggono i tomi provenienti da ogni angolo della Direttrice Nord-Ovest e formano la più vasta e completa raccolta del Sapere mai tentata fino ad oggi. Ogni Imperatore, fin dalla fondazione di Hesperia, si è fatto carico di ampliare ad abbellire il Santuario e lo sforzo congiunto di centinaia di scultori, pittori e mestieranti si nota dall'eccesso di dettagli che bombardano i pellegrini: ori, statue, quadri e altre opere d'arte adornano gli interni degli edifici; il più grande di essi, corrispondente alla cupola centrale, è l'unico accessibile ai pellegrini ed offre l'occasione di consultare i volumi contenuti nel Santuario. A rendere questo posto così spettacolare è sicuramente il complesso di statue raffiguranti gli eventi della Reconquista, vero e proprio libro di pietra che si dipana a più livelli creando una cornice suggestiva e mistica. 
Giunti all'ingresso, presidiato da alcuni aviatori imperiali, fatto non inconsueto per i luoghi sacri di maggior affluenza, la prima cosa a colpire i quattro è il peculiare abbigliamento dei chierici che vi sfilano all'interno: coloro che prendono il voto di servire il Santuario debbono rinunciare al dono della parola libera e al dono della libera a scrittura, giuramento simboleggiato dalla catena che portano al collo e al polso della mano maestra. Per i documenti e per i testi conservati nel cuore della montagna infatti, richiede la massima segretezza che solo un sacrificio simile è in grado di tutelare. Testi come il Codice delle Leggi Comuni, l'Historia Universalis e gli scritti sacri dei Santi della Chiesa di Eixo sono affidati alle cure di tali studiosi. 

Sulla scalinata del sacro luogo, tra la folla di pellegrini risalta un Aviz vestito con abiti nobiliari, piumaggio di un verde scuro e sguardo vispo: appena incrociato lo sguardo con i quattro pellegrini in incognito, subito alza un braccio in segno di saluto. Visto da vicino, risalta subito una linea di piume bianche al collo dell'individuo che spezzano la monotonia delle tonalità altrimenti cupe. Con tono accogliente e vivace, l'Aviz si rivolge a loro: "Speravo proprio che arrivaste sani e salvi! Non avete idea, gli ultimi due giorni sono stati a dir poco eccitanti!" Poi li osserva meglio: "Mi hanno riferito di cinque pellegrini... Dov'è il quinto?"
Seamus fa spallucce: "Non si è presentato all'appuntamento in città."
Marlin: "Probabilmente è morto."
Whydah, con sguardo rassegnato: "Spiumato e mangiato..."
L'Aviz fa le spallucce a sua volta: "Mi spiace sentirlo, ma sono imprevisti del nostro mestiere, immagino." Subito prosegue, passandosi una mano sul capo per lisciarsi le piume leggermente scomposte: "Mallart, mi chiamo Diogenes Mallart. Immagino che ve lo siate chiesti."
Gally: "Piacere, io sono Why."
Mallart: "Piacere, Why."
Northeburg: "Meglio non parlare qua fuori. Siamo qui per incontrare la persona che ti manda."
Shaw squadra l'Aviz: "Il señor Mallart, Eh? L'Inquisitore mi ha accennato..." vorrebbe aggiungere altro, ma il commento del Santo è sensato.
Mallart: "Senior Feowl, il nostro amico comune vorrebbe che si assicurasse di avere sotto controllo l'accesso al Santuario..."
"Non dica altro, ho capito." il giovane mercenario si rivolge ai tre compagni: "Vi raggiungerò non appena avrò fatto una perlustrazione della zona." Aggiustatosi il cappuccio della tonaca, l'ex aviere fa un cenno secco con la mano e si avvia verso il ponte dal quale sono arrivati.
Mallart, sempre con tono vivace: "seguitemi, seguitemi! Abbiamo molto di cui parlare!"
Northeburg: "Sì, abbiamo pure un dono per lui."
"Ok." Whydah si guarda indietro e poi segue l'Aviz assieme ai due compagni.

L'Aviz dalla parlantina rapida conduce il trio nei meandri del Santuario, nella penombra perenne degli alti e polverosi scaffali carichi di pergamene antiche e recenti. Dopo aver salito qualche piano, il gruppetto si ritrova in una piccola stanza la cui finestra circolare si affaccia all'interno della cupola centrale proprio sopra la statua del Trionfo sull'Apocrita, composizione marmorea di notevole impatto raffigurante, con vivace naturalezza, quello che dovrebbe essere uno dei mortali nemici dell'Impero nell'atto di essere infilzato da una lancia. A guardare fuori dalla finestra, L'Inquisitore Velazquez, con la sua solita tonaca nera e rossa: "Grazie a Eixo siete giunti fin qui. Ho temuto per il peggio, devo essere onesto."
Gally mormora: "Qualcuno in effetti l'abbiamo perso..."
"E abbiamo un regalo da parte di qualche suo amico" Marlin gli porge la piccola scatola, con il messaggio reinserito all'interno.
L'Inquisitore la apre leggermente e, appena l'aroma fuoriesce, capisce. Letto rapidamente il biglietto, richiude la scatola: "Quando avete ricevuto questo "regalo"?"
Bran: "Ci è stato dato dopo essere scesi dalla carovana, a quanto pare un soldato a un posto di blocco lo ha dato al suo capitano mentre eravamo fermi."
Marlin aggiunge: "E prima di arrivare alla commenda io e il señor Feowl abbiamo subito un'aggressione da persone che sapevano chi fossimo e che avevano in dotazione un equipaggiamento molto simile a quello degli avieri imperiali."
Lo sguardo dell'Inquisitore non tradisce alcun turbamento a questa rivelazione: "Era una possibilità concreta che accadesse."
La porta della stanza si riapre e Shaw ritorna dalla perlustrazione: "Sembra tutto tranquillo fuori. Almeno per ora..."
L'Inquisitore saluta il mercenario: "Señor Feowl, è un piacere rivederla."
Shaw: "Anche per me., Inquisitore. Anche se credo di avere delle spiacevoli notizie."
Whydah: "Mi sembra più sveglio di prima, señor Shaw..." 
Northeburg: "Stavo appunto riferendo all'Inquisitore il nostro spiacevole incontro..."
Shaw Feowl: "Erano avieri imperiali, non ho dubbi su questo."
Marlin: "E dunque chi è il cacciatore che ci  bracca con i potenti mezzi dell'Aviazione Imperiale?"
Shaw: "Io avrei sicuramente qualche nome alla lista, ma il nostro Inquisitore forse sa di più."
Velazquez: "Credo che si possa trattare di Baltasar De Monteixo, un ufficiale dell'Avizione Imperiale, in realtà un vero e proprio cacciatore di teste al servizio della Corona Imperiale usando la legittimità del suo titolo per compiere lavori sporchi per la Corte di Mayra. Ma non è egli a preoccuparmi, è da chi è stato assoldato che ci dobbiamo guardare: Sua Altezza la Principessa Imperiale Ávila, consorte dell'erede al trono e prossima imperatrice."
Why si gratta le piume sulla testa: “Ah, in pratica l'Imperatore ci vuole morto. Indirettamente almeno..."
Seamus sospira; "Spero che per questo ci spetti un compenso extra."
Northeburg: "Beh, non vedo come le nostre persone abbiano offeso sua grazia. O almeno, non la rimembro tra i potentati che ho insultato."
Gli occhi rubino dell'Inquisitore si posano sul Santo: "Non è la vostra testa che vuole, è la mia."
Northeburg: "Mi sembra onesto. Lo ricorderò ai prossimi sicari che incontreremo."
Feowl: "Beh, le ricordo che se è chi penso che sia ha un conto in sospeso soprattutto con me."
Northeburg: "Allora sarà mia ulteriore premura ricordargli anche questo."
Gally: "Diciamo che la mia testa la vogliono a prescindere..."
Bran, sarcasticamente: "Fantastico. Altre cose che non sappiamo che rischiano di farci finire uccisi?"
Velazquez: "In effetti, sì: siete evasi da Tariq."
Seamus è sconcertato: "Evasi?! Quindi siamo ricercati?"
Marlin sospira: "La grazia era un inganno dunque."
Velazquez: "Sì, era solo un inganno. Mi dispiace, ma era l'unico modo per attirare la vostra attenzione. Il crimine è il mio: ho falsificato i documenti necessari per farvi uscire. Non ho scuse per questo mio atto, ma ho una giustificazione. Señor Feowl, è il momento che i suoi compagni sappiano cosa lei ha visto."
Shaw: "Siamo tutti morti, solo che lo ignoriamo." L'Aviz si avvicina alla finestra scrutando la statua: "Quelli insetti schifosi si trovano nelle nostre terre, nascosti aspettando il momento giusto per attaccare."
Velazquez: "Grazie. Questa è la verità: sono già penetrati nell'Impero."
Feowl: "Hanno tanto cervello quanto ne abbiamo noi, forse anche di più... Approfondisca lei il discorso, essendo uomo di cultura, Inquisitore: gli dica come stanno realmente i fatti."
Velazquez annuisce: "Ciò che il señor Feowl ha veduto con i suoi occhi è un intero Alveare Apocrita celato all'interno del Monte Cruz, un'isola ben al dì la del nostro confine Sud. Sebbene personalmente creda che ciò che abbia incontrato Feowl sia una sorta di loro forma infantile, essi erano in un numero incalcolabile. La mia unica spiegazione è che ci sia stato in passato un accordo tra l'Impero e gli Apocriti di un qualche tipo e che questo ci porterà all'estinzione."
Seamus è sopreso da questa rivelazione: "Un accordo? Che tipo di accordo?"
Marlin Northeburg: "Dunque era come predicavo."
Velazquez: "è per questo che l'ho voluta con me."
Whydah Gally: "Siamo morti, da una parte e dall'altra... Fantastico"
"Senior Bran, credo che la Reconquista sia stata solo una montatura." Velazquez rigira la scatoletta tra le lunghe dita: "E vi ho portato qui per svelare questo inganno."
Bran: "Che interesse avrebbe l'Impero dal trattare con gli Apocriti...?"
Marlin: "Guadagnare tempo."
Velazquez annuisce soddisfatto: "Precisamente."
Marlin: "Ma la domanda più interessante è: come sono i termini di questo trattato?"
Feowl: "Io non credo che l'Impero sia responsabile, solo una ristretta parte dei suoi vertici. Non abbiamo mai avuto modo di parlarne per bene: cosa ne pensa, Inquisitore?"
Velazquez: "Credo che l'Imperatore non ne sia a conoscenza, ma dall'inimicizia che mi sono attirato credo che ci siamo andati molto vicino. La principessa Imperiale proviene dal mio stesso arcipelago, Freil. Conosco il tipo di dama e conosco la sua famiglia: essi sono i viceré di Freil dal tempo della Reconquista. È molto interessante constatare come Freil fornisca all'Impero la maggior parte degli ufficiali militari e che l'addestramento, le tecniche e lo spirito provengano tutti dalla mia terra natia."
Whydah: "Quindi siamo davanti ad un'intera isola che governa, o quasi: loro sono l'Aviazione Imperiale."
Northeburg: "Una casta ristretta dentro la corte imperiale, legata da un complotto che dura da un cinquantennio. La rottura di una tregua con gli Apocriti li danneggerebbe in maggior misura, dato che sono i più esposti."
Velazquez: "E se invece il concetto stesso di Impero fosse messo in discussione? Io temo che le sue fondamenta, costruite su questo inganno, sia destinate a cedere."
Feowl: "Penso che ora dobbiamo essere più precisi sugli obiettivi della nostra missione, Inquisitore."
Velazquez annuisce: "Prima però, voglio porvi una domanda: rivelatovi tutto questo, ho messo la mia stessa vita e quelle di innumerevoli altri Aviz nelle vostre mani. Se qualcuno di voi volesse tirarsi indietro, ora è ancora libero di farlo. Vi ho lasciati soli a Porta Gharve non a caso: avreste potuto benissimo fuggire senza che io avessi potuto fare nulla per impedirlo. Non lo avete fatto. Vorrei che confidaste ancora in me, non come Inquisitore, ma come Aviz vostro pari. Siete ancora disposti a farlo?"
Shaw annuisce lievemente: "Questo riguarda tutti noi, non possiamo esitare."
Northeburg: "Il disfacimento dell'Impero sarebbe la fine della nostra stirpe. È cosa di fronte al quale non posso distogliere lo sguardo."
Whydah ripensa al suo mentore: "Mi conti. Non ho altro da dire."
Seamus fa spallucce: "Per me non è una novità pestare un paio di piedi, che siano quelli di un imperatore o di un grosso concorrente non fa nessuna differenza: non sono certo uno che si tira indietro dal gioco. Vorrei però essere sicuro che in mezzo a tutte le menzogne una cosa sarà vera: da questa storia voglio uscire con molto di più in tasca di quello con cui sono entrato."
"Quella, Senior Bran, è forse l'unica cosa di cui sono certo..."  Velazquez poggia sul tavolo un cilindro in argento, finemente lavorato alle cui due estremità sovrastano scolpite  ad arte due teste d'Aviz, e commenta acidamente: "Questa è la Reliquia del fondatore dell'Ordine dell'Inquisizione, San Avidan da Mayra: parte delle sue ceneri sono contenute qui dentro. Señor Bran, voglio che lei la rivenda: sarà parte del finanziamento della nostra impresa. Forse sarà la prima vera grande impresa dell'Inquisizione..."
Marlin è sconcertato: "Non può vendere quelle sacre reliquie!"
Gally: "Per il bene di tutti, si può fare anche questo."
Seamus afferra l'oggetto e lo scruta da ogni lato, annuendo: "Affascinante. Conosco persone che ucciderebbero per una reliquia del genere, penso che potrei trovare un buon acquirente." Poi si volta verso il santo, sorridendo: "Ecco, visto? Vuoi fare un'offerta? Per me questo cilindro varrebbe solo l'argento di cui è fatto, ma ci sono persone che la pensano come te... Più o meno."
Whydah, per vantarsi: "Se è per questo, ho venduto anche trafficato qualche reliquia tempo fa!"
Velazquez: "Sacro è ciò che difende la nostra vita dal Male, chierico Northeburg, non chi patteggia con gli Aprocriti."
Marlin: "Ma il valore che hanno e ciò che rappresentano, è questo che conta!"
Feowl: "Santo, decida. O il suo oggetto o l'Impero. Cosa è più importante?"
Marlin: "Il valore che il popolo attribuisce a questi oggetti, la carica positiva che possono infondere. Non si può svendere il potere della Chiesa di Eixo!"
Shaw "Se gli Apocriti sono nelle nostre terre, presto non resteranno fedeli a riempirle quelle chiese!"
Velazquez si rivolge per la prima volta colloquialmente al Santo: "Allora, Marlin, sapendo ciò che veramente rappresentano, senti ancora di difendere questa menzogna?"
Marlin alla fine cede: "E sia, vendetela, se la posta in gioco è così alta."
Seamus intasca la reliquia: "Certo che se dobbiamo svendere queste cose siamo messi proprio maluccio a liquidità. Giusto una cosa: quanto è "caldo" questo oggetto? Per sapere quanto sia pericoloso cercare di venderlo, non è che di recente è misteriosamente sparito per caso da qualche monastero o chiesa?"
Velzquez: "La reliquia è molto, uh, "calda". Ovviamente, aggiungo. Ma non ha mai fermato nessun devoto troppo zelante dal volere oggetti simili. Perdoni il mio pragmatismo,  Chierico Northeburg: forse, non siamo poi così differenti... qualcuno potrebbe dire che io sia "eretico". Ma le dispute teologiche a me non interessano: per me c'è solo chi tenta di salvaguardare gli Aviz e chi vuole annientarli, il resto sono solo dettagli."
Seamus: "Ho già un paio di nomi in mente, dovremmo riuscire a disfarcene abbastanza in fretta. Comunque, “Santo”, vedrai come si svende bene la carica positiva di questo coso: ti saprò dire quanto vale il "potere della Chiesa"... in termini numerici."
L'Inquisitore alza la mano verso Bran come a suggerirgli di non eccedere con le bestemmie, poi continua: "Ma non vi ho portato al Santuario per un giro turistico: sono venuto qui per mostrarvi qualcosa di importante." L'Inquisitore lancia un'occhiata a Mallart che fino a questo momento si è tenuto in disparte dalla conversazione. 
L'Aviz comincia nuovamente con la sua parlantina rapida: "Lasciate che vi guidi in questa vostra impresa, perché avete di fronte il miglior meteorologo di tutto l'Impero... E oltre!"
Velazquez: "Il señor Mallart qui presente, malgrado la sua eccentricità, è un uomo di studi e di mondo, e solo un Aviz delle sue indubbie qualità è in grado di guidarci oltre i ghiacci eterni."
Northeburg: "E cosa troveremo oltre i ghiacci? Se avete dei chicchi presumo che abbiate già visitato quelle terre che ci avete descritto."
Mallart: "Non io, sua Santità, non io... ma loro sì!" Il meteorologo fruga rapidamente nella sua sacca e poggia sul tavolo una serie di diari di viaggio scritti a mano, dai più variegati stati di conservazione: alcuni sembrano recenti, altri molto antichi: "È da prima dell'Impero stesso che il passaggio tra i ghiacci a Nord Ovest è stato valicato fino all'altro emisfero di Atmosphaera. Si tratta di una conoscenza antica che è stata eliminata da ogni altra fonte... Eccetto queste."
Whydah, scettico: "Sono solo leggende che si tramandano tra gli avieri..."
Mallart: "No, dovrai cominciare a credere alle leggende: vedete, il Santuario del Grande Giorno non conserva gli scritti, li modifica! Modifica la nostra storia, il nostro passato..."
Velazquez: "...E sostiene le menzogne della Reconquista."
Il volto di Marlin si fa cupo: "E oltre alla Reconquista, in che altro modo sono state modificate le storie dei nostri antenati?"
Seamus prende uno dei diari meglio conservati ed inizia a sfogliarlo distrattamente.
Velazquez: "dopo cinquant'anni di meticolosa riscrittura, è difficile dirlo. Ma credo che in questo luogo sia stata modificata addirittura l'Historia Universalis, rimuovendo ogni menzione del passaggio tra ghiacci e di ciò che vi si trova oltre..."
Shaw: "Dovremo recarci a Northe, per modificare una nave per l'impresa."
Mallart: "Non vedo altra soluzione, signor mercenario."
All'interno del diario di viaggio, uno dei più recenti, Seamus scorge la descrizione di una colonia imperiale nell'altra parte del mondo e, contento di aver trovato finalmente qualcosa di pratico al di là di tutto quel chiacchiericcio, si immerge nella lettura.
Velazquez, con voce più secca del solito: "Prima di andarmene, voglio che questo posto vada distrutto. Señor Feowl, riesce ad organizzare un incendio con i fiocchi?"
Shaw: "Parla di questo luogo?"
Velazquez: "Esatto."
Shaw: "Credo di poterlo fare."
Velazquez: "Ottimo, cominci i preparativi."
Northeburg: "Ci saranno delle vittime."
Velazquez: "Questo è un rischio che sono disposto a correre."
Il mercenario si avvia alla porta: "Inizierò dal tetto, così crollerà più in fretta facendo espandere più velocemente il danno. Ci vediamo fuori."
Il chierico di Northe si limita a scuotere il capo ma non aggiunge altro.
Seamus emerge dalla lettura: "Inquisitore, suggerisco di portare con noi qualche tomo di valore già che ci siamo: potrei riuscire a vendere anche quelli."
Velazquez: "Si faccia aiutare dal chierico Northeburg e prendete ciò che reputate più di valore, qualche fondo extra non potrà che aiutarci."
Why: "In questo genere di attività ho occhio, lasciate che vi dia una mano!"
Marlin: "Velazquez, ci servirà una via di fuga e un trasporto sicuro per arrivare a Northe."
L'Inquisitore: "Ho pensato anche a questo, chierico Northeburg, ma nel frattempo, vediamo di andarcene da questo luogo."

Tra i deserti e polverosi corridoi della parte interna del Santuario, si nascondono tesori di inestimabile valore: piccoli volumi finemente miniati sporgono dagli alti scaffali mentre fermalibri d'oro e d'argento scintillano alla luce del sole che penetra da finestrelle rotonde sul soffitto.
Why ha parenti tra le gazze ladre e arraffa ogni oggetto che brilla mentre Marlin si concentra nella raccolta dei volumi pregiati: "Questo mi ricorda qualche anno fa, quando all'inizio delle sommosse del Nord guidavo il popolo nel saccheggio dei ricchi monasteri. Lascia perdere l'oro: troppo ingombrate e da troppo nell'occhio. I libri sono discreti e si possono piazzare bene ai collezionisti."
Seamus aiuta il chierico: "Questi libri, dopo che la biblioteca sarà andata in fumo, varranno una fortuna: li userò come pezzi di apertura dell'asta per la reliquia. Non vogliamo dare troppo nell'occhio però e appena saremo più a Nord nessuno comprerà questa roba intellettuale, quindi qualche pezzo di arredamento ci servirà."
Marlin decide di tenere per sé un paio di testi, come memento: il pregiato Constellatio Vitae o la Divinazione Alchemica.
Evitando furtivamente il contatto con i chierici del santuario, Shaw si dirige nelle stanze superiori. Qui, dopo aver accatastato pile di libri in vari punti strategici, in modo che il fumo non si faccia strada rapidamente, cosparge le cataste e le travi con l'inchiostro trovato. Il tempo di una scintilla e L'Aviz torna a farsi strada nei meandri della biblioteca fino ai suoi compagni: "Addio, cumulo di menzogne." 

Fiamme. 
La cupola centrale del Santuario del Grande Giorno viene avvolta dal fuoco e l'alto fumo mette in fuga i fedeli mentre i chierici del santuario, con le loro false promesse attaccate ai propri colli ed ai propri polsi, tentano di salvare il salvabile, inutilmente. Ormai l'intero complesso, pieno di materiali infiammabili, comincia una veloce e spettacolare agonia. Oltre il fumo e le fiamme, oltre le guglie e le cupole, oltre la cime delle montagne, una sagoma svetta nel cielo sopra Hesperia: il grande pallone aerostatico dell'Accademia di Meteorologia di Mayra si allontana, trasportato dalle correnti, sempre più  rapidamente nella vastità degli orizzonti di Atmosphaera.
Velazquez, sporto dal parapetto, osserva l'incendio in lontananza, ormai una linea luminosa tra le montagne: "La notizia della distruzione del Santuario farà scalpore. Ma è quello che in fondo volevo." il nero Aviz si sfila la tonaca di dosso mostrando sotto di essa abiti nobiliari degni del suo rango. Gettata dall'aerostato, le vesti da Inquisitore scompaiono in un lampo trasportate delle correnti "Devo correggermi, Marlin: non sono uguale a te... Sono uguale a tutti voi."

Un vento nuovo ha cominciato a spirare.

FINE DELLA PRIMA PARTE

La Compagnia delle Quattro Corone: VII capitolo completato!


Proggetto per la cupola della Basilica dei Commerci e dei Banchi di Sevir, interrotto a causa del collasso economico.

Una nuova fazione giunta dalla fredda Northe ha fatto il suo ingresso nella campagna!

Cari compadres, nel capitolo di ieri sera la brigata dell'ex Inquisitore Velazquez si è imbarcata sulla Santa Ariadne, ammiraglia della Flotta Commerciale del Vicereame di Agrevia, alla volta della lontana Sevir, centro geografico ed economico dell'Impero Hesperide. A bordo, hanno usufruito dell'ospitalità di Zanobi Nero, nobile membro di una rinomata famiglia di armatori del Sud venendo a conoscenza dell'attuale situazione a Sevir: quella che un tempo era la fiorente metropoli, ora l'ombra di se stessa, è caduta, a causa dei debiti contratti per evitare il fallimento totale, nelle mani della Compagnia delle Quattro Corone di Northe, intenzionata ad estendere la propria influenza politica attraverso il monopolio dei commerci. Decisi a schierarsi contro le Quattro Corone, ai nostri non resta che intraprendere il lungo viaggio verso Sevir...

Alla prossima settimana con il nuovo capitolo, fatemi sapere la vostra disponibilità!

lunedì 12 gennaio 2015

Missive dall'Impero.


Nuova sessione e piccolo retcon: Shaw Feowl è di nuovo tra noi!



Buongiorno compadres,
questo è un retcon che faccio con molto piacere: Lello è nuovamente dei nostri per la prossima sessione. Mi basta cambiare l'ultimo pezzettino dello scorso capitolo e dire che al suo ritorno si è fermato con il resto del gruppo per partire alla volta di Sevir, detto fatto. Se va bene a tutti, direi che potremmo fare per Giovedì sera. Fatemi sapere dunque!
Buona giornata,

DB, il Vostro DM

domenica 11 gennaio 2015

ATMOSPHAERA Capitolo IV: Verso il Santuario.


Porta Gharve, l'ora prima dell'alba. Nel quieto silenzio della Commenda, si odono distintamente dei passi sul pavimento in legno dello stretto corridoio sul quale si affacciano le celle. Mentre i chierici che dimorano tra queste antiche pareti di pietra si apprestano a raggiungere la cappella per le prime preghiere del nuovo giorno, due loschi individui, sebbene con indosso le stesse tuniche grigie, si aggirano nell'edificio alla ricerca del proprio alloggio. Un Aviz nero ne sorregge uno blu, visibilmente ubriaco. Shaw, che possiede il sonno molto leggero, subito scatta in avanti quando la porta della cella si apre mostrando gli altri due compagni. Quella che è stata una lunga nottata si sta concludendo solo adesso. E del guercio pirata ancora nessuna traccia. 
Shaw con il pugnale in mano studia i due compagni. Quando l'abbassa accorre ad aiutare: "Stavo per sgozzarvi."
Whydah si limita a grugnire.
Seamus trasporta il compagno fino a un giaciglio, dove lo lascia cadere come un sacco scomposto: "Ehilà, Shaw. Com'è andata per voi?"
Feowl: "Una rissa finita male. È l'unica cosa che ti posso dire."
Marlin, svegliatosi per il trambusto: "Rissa... Sembrava più un agguato! E sapevano chi eravamo: dovremo chiedere molte cose al nostro amico inquisitore. Voi non avete avuto problemi sembra..."
Dal becco di Why cola una striscia di bava mentre annuisce.
Seamus sospira: "Avete presente quando dicono che i pirati reggono l'alcol? Beh, sono leggende."
Why tende la mano a Seamus: "Ma... Quel pesce aerostato...”
Seamus un po' perplesso la afferra.
Whydah sorride al seviriano: "Amico."
"Amico." Seamus sorride a Why. 
Shaw taglia corto: "Cosa siete riusciti a fare?"
Seamus: "Abbiamo reclutato qualche membro dell'equipaggio: un cuoco e un medico, tutta gente a posto... Insomma, nei limiti del tollerabile."
Marlin non è molto impressionato: "Bel risultato, ma senza uno scafo non ce ne facciamo molto... Sarebbe stato meglio fare tutto questo dopo averne trovato uno. Non sono un esperto, ma per ogni tipo di aeroscafo, servono avieri esperti nello specifico tipo di vascello."
Shaw: "E non dobbiamo trovare neanche uno scafo qualsiasi,  ce ne serve uno in grado di resistere alle tempeste del Nord."
Bran: "La compagnia commerciale da cui abbiamo preso l'equipaggio ha diversi scafi che sono adatti ad andare verso Northe, visto che commerciano con i territori di quelle parti: penso che potreste venire a dare un'occhiata a quelle per vedere se sono adatte alla traversata che vogliamo fare..."
Gally: "Devo dormire, eh..."
Seamus sospira: "...Visto che l'asso dei cieli è fuorigioco. Un mercantile, modificato per l'occasione, potrebbe fare al caso nostro. Altrimenti non saprei dove trovare un mezzo adatto, quelli per le esplorazioni sono esclusivo appannaggio dell'Aviazione Imperiale, se non erro."
Gally borbotta: "Prendiamo ora uno scafo, dopo montiamo così per il coso..."
Shaw osserva il pirata scuotendo la testa: "Non voglio lasciare l'asso qui da solo....”
"Riesco a camminare. Non riesco a... Parlare." Whydah si alza faticosamente in piedi.
"Questo può schiarirti le idee." Marlin prende una bacinella d'acqua e ne la rovescia addosso: "La miglior cura contro una sbornia."
La doccia fredda riavvia il cervello di Gally il quale saltella scuotendosi l'acqua di dosso: "Sono pronto, più o meno..."
Marlin è soddisfatto: "Seamus, vai a chiedere a qualche sorella se può fornirci indumenti puliti. Dei pellegrini che trattano scafi in porto darebbero troppo nell'occhio."
Seamus: "Vado a cercare dei vestiti, se proprio volete cambiarvi, ma non è impossibile che degli umili chierici vengano mandati dai loro superiori in giro a svolgere faccende come comprare cose al porto per le spedizioni religiose o come le chiamano."

Nel corridoio, Seamus incrocia la stessa consorella che, qualche minuto fa, ha loro aperto il portone dell'edificio, un'Aviz grande e grossa dallo sguardo severo. La chierica si rivolge spazientita a Bran: "Desiderate, confratello? Stavo venendo a vedere cosa fosse tutta questa agitazione."
Seamus si esibisce in uno smagliante sorriso "Un semplice incidente, sorella. Un nostro compagno di cella si è accidentalmente rovesciato addosso la brocca d'acqua. Ha per caso degli indumenti di ricambio? Qualunque abito va bene, mentre quello del nostro povero fratello asciuga."
La corpulenta chierica annuisce e di malavoglia va a cercare qualche indumento.
Vedendola passare, Whydah si affaccia dalla cella facendo l'occhiolino ricevendo in risposta un'occhiata in grado di stendere un Apocrita.
Shaw commenta da dietro il pirata: "Non credo tu sia il suo tipo...."

Bran rientra nella cella e Feowl chiude la porta dietro il compagno. Dopo qualche secondo di silenzio, il mercenario decide di giocare a carte scoperte: "Abbiamo l'aviazione a darci la caccia." annuncia bisbigliando.
Seamus, in tono scettico: "Come mai scusa? E da quando poi? Ti riferisci all'aggressione che avete subito?"
Marlin: "Esatto. E la cosa migliore sarebbe comunicare l'accaduto all'Inquisitore Velazquez al più presto."
Shaw Feowl: "Abbiamo bisogno di uno scafo veloce e facilmente manovrabile per sfuggire ai galeoni dell'Aviazione Imperiale... quelli sono delle vere e proprie fortezze galleggianti. E soprattutto dovremo apportare delle modifiche radicali: propongo di occuparci della nave direttamente a Northe, cosa dite? Non c'è posto migliore di quello per quanto riguarda gli aeroscafi dei cieli glaciali. Io non ho nulla in contrario  a reagire con energia se si dovessero presentare i servitori dell'Impero..." dice imitando un acciarino con le mani: "Ma non avere cose che appesantiscano la nave ci darà sicuramente un vantaggio: quindi conto anche sul minimo indispensabile di arsenale.”
Bran: "Una nave veloce e facilmente manovrabile, Eh? Beh, io so che quella compagnia ogni tanto partecipava a quelle cose che in questi paesi flagellati dalle tasse e dalle dogane chiamano contrabbando. Noi a Sevir lo chiamiamo libero mercato... Sfogliando i registri, ho segnato alcuni nomi di vascelli che hanno usato ultimamente. Qualcuno sembra fare al caso nostro, stando a quello che dici. Navi piccole, leggere e manovrabili, con qualcosina per difendersi e guadagnarsi tempo per scappare."
Northeburg: "Io dico di non essere avventati, e aspettare istruzioni prima di procurarci uno scafo."
Proprio in quell'istante, qualcuno bussa alla porta della celletta.
"Si?" dice Shaw allontanandosi dalla porta e preparandosi al peggio.
Dall'altra parte, il mercenario riconosce la gentile voce della chierica della scorsa sera: "S-scusate. Ho portato dei vestiti..."
Shaw nasconde il pugnale nella manica, pronto comunque ad usarlo in caso di necessità. Con un gesto suggerisce al Santo di aprire.
Marlin apre la porta, abbastanza infastidito dalla paranoia del suo compagno.
La giovane chierica fissa con i grandi occhi color miele il suo idolo mentre tiene tra le braccia un cestone di abiti da popolano: "Ecco. Qualcosa preso dalle donazioni per i bisognosi..." poi, sussurra, sempre al Santo: "Se volete partire, vi consiglio di farlo a breve, la carovana per la Sacra Capitale lascerà Porta Gharve con i primi raggi del sole." poi, lascia scivolare nel cestone dei vestiti un piccolo foglietto di carta: "Vi auguro una buona giornata, confratelli."
Whydah fa l'occhiolino anche a questa: "grazie sorella"
La giovane chierica abbassa il capo, imbarazzata.
Northeburg: "Grazie sorella, che Eixo la benedica."
Seamus fa un cenno di saluto: "Grazie!"
Marlin prende il cesto, china il capo in segno di riconoscenza e chiude la porta. Poi, legge il contenuto del messaggio, tenendolo basso, in modo che anche i suoi compagni possano sporgersi a leggerlo.
Il biglietto, del formato che si usa in genere per i piccioni viaggiatori, scritto in una grafia impeccabile, recita: "Arrivati presto il Santuario del Grande Giorno, abbandonate la carovana per Mayra senza indugio: sarò lì ad aspettarvi."
Shaw indossa degli abiti poco vistosi, calando la tunica sopra di essi.
Il santo fa lo stesso, aiutando poi Shaw a sistemare i particolari per farlo sembrare un vero chierico.
"Grazie confratello." dice Shaw con una certa ironia.
Seamus afferra qualche vestito, poi prepara il suo sacco da pellegrino: "Comunque, adesso parte dell'equipaggio lo abbiamo, magari l'inquisitore potrebbe aiutarci almeno per la nave."
Northeburg osserva i compagni: "Ora mi sovviene il dubbio: non manca qualcuno?"
Why si infila alla meno peggio la tunica e dice: "Il capitano!!"
Bran: "Sai che fine ha fatto?"
Feowl: "A sto punto non credo tornerà. E mi chiedo, non sarà lui che ci ha venduti?"
Bran: "Venduti? Ti riferisci all'agguato?"
Feowl: "Secondo te quattro soldati attaccano un chierico che passa cosi a caso?"
Gally è infastidito dall'insinuazione del mercenario: "È più probabile che qualcuno ci abbia scoperti. Il capitano non gioca sporco!"
Seamus sospira: "Beh allora speriamo che la nostra copertura duri abbastanza per farci lasciare la città. Magari il capitano è stato catturato e ha raccontato tutto."
Northeburg: "Che facciamo? La carovana parte tra poco: lo lasciamo indietro?"
Feowl: "Tu sai più come muoverti: informa la tua spasimante che se dovesse tornare faremo sapere la nostra posizione al più presto."
Seamus fa spallucce: "A Sevir diciamo "chi tardi arriva, muore in miseria"."
Whydah Gally: "Noi pirati diciamo: chi non aiuta il capitano, è un'infame.".”
Marlin Northeburg: "Allora usciamo e lasciamo questa avvertenza all'uscita. Vedila così, se il capitano sparisce, è il vice che diventa capitano."
Whydah sospira: "Giusto, ma preferirei non doverlo diventare in questo modo."
Shaw lo prende sotto il braccio: "Non possiamo mandare all'aria la missione per investigare. Sicuramente presto ne avremo notizie, ora dobbiamo avanzare."
Marlin: "Anche perché se non saremo puntuali potrebbe farci di nuovo sbattere in cella, o peggio, mandarci al patibolo."
Whydah: "in ogni caso, andiamo."
Shaw Feowl: "Cosi si parla ragazzo."
Seamus osserva rispettosamente questo momento sentimentale prima di avviarsi tranquillamente all'uscita.
Prima di uscire Marlin si raccomanda alla giovane chierica di riferire al loro compagno, nel caso si faccia vivo, di raggiungerli alla carovana.
Il gruppetto, dopo essersi fatto dare le indicazioni necessarie, uscito dalla Commenda si incammina lungo la ripida scalinata che tortuosa si inerpica nella roccia verso la superficie. Il cielo comincia a colorarsi di una gentile tonalità rossastra mentre le stelle notturne si spengono ad ogni gradino. 

Ormai arrivati in cima, la grande distesa verde dell'altipiano Hesperide si presenta davanti a loro in tutta la sua vastità. l'alone rossastro segna in cielo per qualche istante l'arco sacro che cinge Atmosphaera, spoglie fossili di un'antica divinità. Nello spiazzo alla fine della scalinata sono raggruppate attorno alle alte colonne di pietra che si stagliano irregolari, resti di un antico edificio ormai perduto, diverse carovane che vengono caricate delle merci del porto tramite il sistema di bracci che  trasporta fino in superficie i carichi.
Ognuna delle consunte colonne reca sulla sua sommità lo stemma di una città differente di Hesperia, corrispondente ad una precisa destinazione di viaggio. Attorno alla colonna con le regali insegne di Mayra è raggruppata la carovana più numerosa, come ovvio. I possenti varani da traino, con la loro coriacea e ruvida pelle grigiastra, quieti attendono il segnale di partenza.
Gally li guarda intimorito: "Odio quei rettili..."
Marlin: "Seamus, vai a trattare per il trasporto fino al Santuario del Grande Giorno."
Seamus sospira: "Eh? Pensavo i chierici non dovessero pagare!"
Marlin: "Appunto: io non devo pagare. Voi altri non fate gli avidi e non private un onesto mercante e la sua lucertola del loro pane."
Seamus alza gli occhi al cielo: "Nel caso non te ne fossi accorto anch'io sono un pio pellegrino che vuole andare in quel posto lì... come si chiama? Il Santuario. E poi non esistono mercanti onesti..."
Whydah: "Io se posso, non pago..."
Shaw si limita ad annuire.
Northeburg alza le spalle: "Ah, siete impossibili!"
Seamus si dirige verso la colonna di Mayra: "A casa mia, “avido” è un complimento..." 
Marlin scuote il capo e lo segue assieme agli altri.
Il capitano della carovana da l'ordine a tutti i passeggeri di ultimare i preparativi e di salire nei vari rimorchi, la maggior parte di essi poco più che carri merci riadattati a veicoli passeggeri. Un folto gruppo di pellegrini dalle più diverse tonache che tradiscono le più disparate provenienze da ogni parte dell'Impero, è radunato in tre rimorchi uniti assieme in una fila e trainati da quattro varani che, alzatisi sbuffando, si apprestano a partire.
Shaw: "Credo dovremo salire."
Whydah monta a bordo borbottando: “So già che soffrirò il mal di terra...”
Seamus segue i due: "Se qualcuno mi chiede qualcosa di religioso, ho fatto voto di silenzio..."
Anche Marlin sale sul carro, non prima di aver lanciato un ultimo sguardo tra la folla cercando di scorgere il compagno ancora mancante.
I quattro, si schiacciano in fondo al rimorchio, il cui tetto è poco più che un telo  su un'impalcatura di legno dal quale non è neppure possibile ammirare il paesaggio. Nella loro panca si siede, a rendere il viaggio ancora meno comodo, un voluminoso chierico, grasso come un tacchino e dallo stesso piumaggio scuro, che con espressione gioiosa chiede loro: "Qualcuno sa delle canzoni adatte al viaggio? Cinque giorni per raggiunge la Sacra Capitale sono parecchi!"
Shaw si pente subito di ciò che sta per fare, e si gira verso Marlin guardandolo.
Il Santo, con sincerità: "Potremmo intonare quello inno ad Eixo, per avere un po' di benedizione lungo il cammino!"
Whydah batte le mani come un pulcino: "Bell'idea!"
Il corpulento chierico annuisce soddisfatto: "Ben detto fratello di Santa Almizra, questo è lo spirito giusto!" replica prima di attaccare bottone: "Lei è di Northe, vero? Lo presumo dall'accento così tipico. Io sono di Agrevia, ha presente? L'arcipelago dei templi e delle rovine della Prima Colonizzazione? Lo sa che cosa si dice...? Mai viaggiare a stomaco vuoto!" 
Quando il chierico estrae un piccolo contenitore al cui interno si scorgono diversi Vermi del Riposo, è chiaro a tutti che il viaggio sarà molto, molto lungo.
Seamus sospira per l'ennesima volta e si fa avanti un po' riluttante: "Nella mia città, Sevir, c'è un canto che alcuni commercianti cantano prima di partire per un lungo viaggio e per attirare la benedizione di Eixo su di se' prima di partire. La maggior parte degli abitanti di quella città la vede come una superstizione..." l'Aviz lancia un'occhiata eloquente al Santo: "... ma si tratta di una delle poche cose religiose che sopravvive li'."

Dopo diverse ore di caldo asfissiante all'interno del rimorchio, la carovana sembra fermarsi, finalmente.
Nessuno di loro è sicuro di dove siano al momento.
"Dove siamo adesso, fratello?" Chiede Marlin al confratello grasso.
Whydah è visibilmente stremato dal mal di terra:"Oh, adoro viaggiare sul suolo!"
Il grosso chierico, che cerca di osservare fuori alzando il telone di copertura esclama, ansimando per il caldo: "sembra che siamo fermati nei pressi di un posto di blocco, non c'è nulla qui fuori se non i campi di girasoli e la strada."
Bran: "Quanto dista al santuario del grande giorno?"
Il chierico: "dovremmo arrivare nel tardo pomeriggio, tra due ore massimo." 
Whydah Gally: "Spero che siano davvero due ore di viaggio. Mi rimangio la mia frase di prima: odio la terra!"
All'esterno si odono, sui lastroni della via. i pesanti passi di lucertole corazzate percorrere in lunghezza la carovana da entrambi i lati.
Shaw mantiene la calma.
I rettili bardati con corazze argentate sfilano a pochi passi dai tre rimorchi dei chierici, le loro ombre si intravedono oltre il sottile telone. Poi, passando oltre, completano in lunghezza la carovana dirigendosi nuovamente verso Porta Gharve, la direzione nella quale sono venuti.
Dopo quella che sembra un'eternità, la carovana riparte. 
Il chierico sospira: "Sempre queste formalità... l'Aviazione Imperiale ci tiene a fare sapere a tutti che ci osservano..."
Marlin: "La sorveglianza deve essere stretta: con ciò che sta accadendo nel Nord dell'Impero c'è poco da stare rilassati."
Shaw si affaccia di poco per controllare che la via sia quella. "In che direzione si trova il santuario?"
Il rotondo chierico risponde: "Nella direzione nella quale ci stiamo dirigendo." sollevando il più possibile il telone: "Vede, fratello, quei monti? Inerpicato lì sopra si trova il Santuario del Grande Giorno... sapete, no? Il giorno nel quale gli Aviz sono divenuti un popolo solo. Lì, protetta dalle difese naturali, s trova la libreria imperiale dove confluiscono tutte le copie dei volumi sparsi nei vecchi regni..." sospira pesantemente: "Volete qualche verme? Me ne avanzano!"
Seamus, che non rifiuta mai cibo gratis; "Perché no? Grazie."
"No grazie" dice Why sorridendo.
Marlin ne prende un po': "Se non le dispiace, dato che ho un certo appetito." .
A Shaw la situazione non torna e continua a rimanere in tensione, preparato nel caso ci fossero ulteriori interruzioni del tragitto in vista.
Con sorpresa del mercenario, il viaggio continua senza ulteriori emozioni e persino la compagnia di quel chierico diviene piacevole. 

All'imbrunire, la carovana giunge ai piedi della catena montuosa sulla quale si trova il Santuario del Grande Giorno, presso una stazione di posta all'inizio della ripida strada che si inerpica verso i picchi. Subito un via vai si forma attorno ai rimorchi ed i chierici in pellegrinaggio si apprestano ad intraprendere l'ultimo tratto del loro viaggio mentre i mercanti sistemano i carichi destinati al santuario sul dorso di alcune lucertole da soma. Il grasso chierico, ancora a bordo del rimorchio, saluta il gruppetto, già in strada, col suo tono festoso: "Questa è la vostra fermata. Islebia, Islebia Sibeno: così mi chiamo. È stato un piacere, fratelli."
Seamus: "Piacere, fratello Islebia. E buon viaggio!"
Whydah Gally: "Arrivederci!"
Feowl: "Islebia: lo ricorderò."
Northeburg: "Faccia buon viaggio e che la Benedizione di Eixo scenda su di lei."
Mentre si apprestano ad incamminarsi seguendo gli altri chierici, il capitano della carovana, sceso dal suo traino, si avvicina rapidamente a loro sventolando la mano: "Scusate!"
Il mercenario copre le mani con le maniche del saio prendendo il pugnale nascosto e lanciando una veloce occhiata a Marlin.
Northeburg non si scompone: "Dica pure."
Il carovaniere, immaginando che Marlin sia la guida tra di loro: "Mi scusi, Chierico, uno degli Avieri Imperiali del posto di blocco mi ha detto di consegnare ai pellegrini di Santa Almizra sul terzo rimorchio questa scatoletta." dice porgendo un piccolo contenitore di legno: "Scusi ancora per il disturbo e buon pellegrinaggio."
Marlin prende la scatoletta e ringrazia: "Eixo la benedica, e faccia in modo che i suoi viaggi siano sempre sicuri e fruttuosi."
Il capitano della carovana si congeda gentilmente per tornare nuovamente alla testa del convoglio.
Whydah osserva con apprensione la scatoletta: "Io non l'aprirei... Facciamolo fare da qualcun altro!"
Shaw fa cenno al Santo di passargli la piccola scatola e la rigira tra le mani: "Non vorrei che avessimo trovato il nostro compagno..."
Fatto un respiro profondo, il mercenario solleva leggermente la parte superiore del contenitore per osservare cosa vi si trovi all'interno: con sua sorpresa, la scatoletta è ricolma di chicchi rotondi e marrone scuro, di una pianta a lui sconosciuta, che emanano una gradevole fragranza. Shaw la richiude subito.
Seamus, come sempre curioso: "Che c'è lì dentro?"
Shaw porge al compagno il contenitore: "Non lo so..."
Seamus ritrova all'interno di quel contenitore dei chicchi identici a quelli mostrati loro dall'Inquisitore in prigione. Stessa fragranza, stessa forma, una quantità molto maggiore. Il seviriano pensa a cosa possa esserci di tanto interessante in quei chicchi e che, da qualche parte nell'Impero, qualcuno sarebbe sicuramente disposto a pagare oro per averli.
 A vedere meglio nella scatola, spunta qualcosa di bianco, forse un bigliettino.
Marlin lo afferra e nota che la calligrafia è differente rispetto a quella vista la mattina stessa. Il breve e lapidario messaggio recita: "Un regalo per l'Inquisitore, vista la sua passione per il gusto del proibito."
Northeburg: "Un messaggio intimidatorio a quanto sembra. Di sicuro questa notizia non rallegrerà Velazquez.."
Shaw, pensieroso: "In tal caso, dobbiamo muoverci: l'Inquisitore potrebbe essere in pericolo."
Whydah mormora a becco stretto: "Francamente, io vorrei sapere dov'è il capitano..."

Porta Gharve, ormai notte fonda.
Giunti alle scuderie dell'Aviazione Imperiale, lasciate le lucertole corazzate al meritato riposo, gli Aviz dell'ufficiale dal becco d'argento corrono rapidamente a fare rapporto: la consegna è stata ultimata. Nell'alloggio che si affaccia sul porto dove i tanti scafi sono lucciole nell'oscurità più intensa del cuore delle rocce, l'ufficiale dalla vistosa protesi sul becco congeda rapidamente i suoi uomini: il fallimento della cattura dei nuovi giocattoli dell'Inquisitore è stato un successo, non resta che inventare una scusa ragionevole per i suoi superiori, come sempre. Finalmente solo, lo sfregiato Aviz è libero di togliersi quella così fastidiosa maschera per tornare ad essere semplicemente se stesso. Sul suo tavolo, ordinatamente posizionati, un acciarino, un coltello ed una tonaca grigia.

Il sangue ormai è rappreso.

FINE DELLA SESSIONE

venerdì 9 gennaio 2015

Verso Nord: capitolo VI completato!


Nuovi alleati e nuovi nemici per la sfida più difficile di tutte: superare ciò che si trova oltre Northe!

Cari compadres, ecco (con qualche ora di differita) il riassunto della sessione di ieri sera, un capitolo di passaggio utile per risolvere alcune questione rimaste incompiute e pianificare la prossima mossa dei nostri protagonisti: giungere a Sevir! La compagnia dell'ex Inquisitore Velazques, nascostasi sulla pacifica e perferica isola di Tago, dopo aver aver ricavato dai passati diari di viaggio le condizioni estreme presenti nel tratto di rotta attraverso i ghiacci eterni, si è resa conto che l'impresa necessita un approccio diverso e innovativo al concetto di volo. E mentre Shaw conduce fino all'Inquisitore il medicastro Rufous Bristle, l'imponente cuoco Vasa Qamari e la timida chierica Zariñena, i nuovi membri della compagnia, il mercenario è costretto a salutare i suoi compagni: i movimenti dell'Inquisizione e dell'Avizione Imperiale debbono essere spiati nel cuore della sancra capitale per comprederne le macchinazioni e lui è l'Aviz perfetto per questa missione così cruciale.

Alla prossima sessione!

martedì 6 gennaio 2015

Missive dall'Impero.


Primo post dell'anno per la prima sessione dell'anno.



Buonasera compadres,
sono io, il caro DM. Dunque, è arrivato il momento di ricominciare con Atmosphaera, che dite? Mi piacerebbe riuscirci entro questa settimana e Giovedì e Domenica ho le serate libere: fatemi dunque sapere la vostra disponibilità!

Tocco un secondo l'argomento degli aggiornamenti perché purtroppo è un tasto dolente: dovrei tornare in carreggiata a breve, tra una cosa e l'altra ci sono state le varie festività e sono stato pure influenzato ma spero che i contrattempi siano terminati... Incrocio le dita e vedo di ricominciare quanto prima con gli arretrati per rimettermi in pari con il mese. Scusate ancora, purtroppo la precendente tabella di marcia è andata a farsi benedire!

Dunque, aspettando le vostre risposte, buona serata.

DB, il Vostro DM.