Allora gente, tra dieci giorni c'è il gran finale!
Come tutti, sono veramente impegnato, ma proprio adesso che siamo agli sgoccioli non mi sembra nemmeno giusto non aggiornare più, ci sono ancora diverse cose che meritano la nostra attenzione.
Per cui, ecco il riassunto della prima sessione ambientata a Miami 1935, La Città delle Stelle.
L'Issue #14 avrebbe dovuto essere la penultima sessione ma per il solito ritardo accumulato ne è stata aggiunta una supplementare.
In effetti, tutta la parte relativa a Miami si sarebbe dovuta concludere in questa sessione intitolata originariamente "The Blind Watchmaker"; dato che il contenuto della stessa è cambiato e la trama spezzata in due parti, il titolo nel riassunto ho deciso di modificarlo in "Starless Forest".
Il riassunto della penultima sessione invece arriverà a breve per rinfrescarvi le idee prima del'epilogo!
#14 Issue: STARLESS FOREST [21.03.1940]
New York Capital, due settimane dopo l'assassinio del Presidente.
Il senatore Harry Truman, amico di Roosevelt, viene avvicinato nel Palazzo di Cristallo da un uomo dall'aspetto anonimo che, dopo avergli consegnato una valigetta metalica, si dilegua prima di fornire quasiasi spiegazione.
Un dettaglio dello sconosciuto turba particolarmente Truman: uno sguardo penetrante di brillanti occhi azzurri.
Quella sera, aperta la valigetta, il senatore trova le memorie dell'amico indirizzate proprio a lui.
Due mesi dopo, un piccolo peschereccio naviga sottocosta al tramonto, a bordo, i nostri antieroi.
Quel che resta delle Pecore Nere a cui si è aggiunto Rodney, è stato braccato ininterrottamente da FBI e CIA attraverso le regioni più desolate della East Coast.
A caro prezzo sono riusciti a far perdere definitivamente le loro tracce come testimonia il braccio amputato di Alexander.
Riorganizzatasi ed ormai senza più una missione ufficiale, la squadra è pronta per stanare il senatore Cohen nella città costruita da egli stesso intenzionata a consumare la propria vendetta.
Arrivati il più possibile vicino alla destinazione, le Pecore Nere sbarcano nella deserta Miami Beach.
La vecchia città è stata inglobata dalla vegetazione ed è necessario attraversare la foresta per giungere alla Città delle Stelle edificata nell'entroterra.
Decisi ad andare fino in fondo ed armati di tutto punto, i quattro si addentrano nell'intrico di vegetazione.
La notte ormai è scesa ed il cielo coperto rende il percorso ancora più buio ed incerto.
Ormai nel profondo della selva i quattro, proseguendo per quel che resta delle strade di Miami, sentono di essere seguiti da lontano.
Poco dopo, una muta di grossi cani randagi dagli occhi del tutto simili a quelli di Lagrange attacca il gruppo.
La loro ferocia rende subito chiaro che fanno parte della schiera di aberrazioni create dal Progetto.
Dopo averne abbattuti alcuni, le Pecore Nere sono costrette a rifugiarsi al secondo piano di un rudere.
I cani, dopo averli inseguiti per un tratto, d'improvviso si bloccano come in attesa di ordini per poi far ritorno nel buio subito dopo.
Affacciati per cercare di scorgere eventuali nemici, i quattro si espongono troppo.
Bagrat fa scansare Ryan quanche istante prima che un raggio azzurrognolo lo centri in pieno.
La squadra è bersagliata da un'arma a lunga portata, ma Bardiel non è più in grado di imbracciare un fucile.
Allora Ryan con un trucco vecchio ma collaudato utilizza uno grosso specchio trovato nell'edificio per trarre in inganno il cecchino.
Individuatolo, Bagrat, ormai diventato abile con le armi da fuoco in questi mesi, utilizza un proiettile di sua invenzione per neutralizzare il nemico.
Scesi in strada, i cani ricompaiono ma invece di attaccare il gruppo, cominciano a sbranare il corpo senza vita del Cacciatore in Bianco.
Abbattute le bestie, Ryan recupera il fucile railgun dalla carcassa del nemico.
La foresta è un luogo troppo pericoloso e la squadra più velocemente che può percorre il labirinto di vegetazione mentre in lontanaza inquentanti rumori di esseri sconosciuti continuano a segurli.
Finalmente, usciti dalla selva, i quattro si ritrovano su di una collina di fronte alle luci della Città delle Stelle che si estendono fino all'orizzonte illuminando la notte senza astri.
giovedì 2 giugno 2011
martedì 24 maggio 2011
Pax Americana: la Torre di Babele.
E finalmente siamo a meno una sessione!
Questo viaggio è stato lungo e tormentato, ma finalmente siamo giunti alla sua fine.
La sessione di questa sera è stata ricca di sorprese e combattuta fino all'ultimo respiro.
Finalmente gli indicibili segreti della Città delle Stelle e del suo creatore si sono rivelati in tutto il loro orrore.
L'Uomo che vuole raggiungere le Stelle è disposto a farlo anche a costo di sacrificare il genere umano.
Tornando alle radici, attraverso la pandemia che ha sterminato quasi completamente il gene umano e ancora più indietro fino all'alba dei tempi, il sogno dell'Uomo di raggiungere l'Immortalità ha creato un mostro.
Oggi il genere umano deve lottare per purificarsi da quel Peccato Originale.
E nel mentre le Pecore Nere arrivano in fondo all'abisso per poter rivedere la luce.
Appuntamento al 12 Giugno, un'era sta per finire...
martedì 17 maggio 2011
Pax Americana: l'ultima notte d'Inverno.
Ora che siamo arrivati al finale della campagna, vorrei discuterne un po' con voi, ma prima lasciate che vi chieda scusa un'ultima volta: scusate se la tabella di marcia è in qualche modo saltata.
Vi ringrazio della fiducia che mi avete dimostrato in questi mesi, spero che vi sia tornato indietro almeno parte del mio entusiasmo.
Le due sessioni originariamente previste per il finale diventano tre e la giustificazione è la seguente: amo fare le cose per bene.
Purtroppo, sempre per i problemi che non sto a ripetere ogni volta, siamo in ritardo ma piuttosto che un finale affrettato preferisco aggiungere una sessione supplementare.
Molte idee in questi mesi si sono accumultate per quest'ultimo atto e anche se campagna ha preso una svolta che non potevo minimamente aspettarmi la conclusione merita più che mai di essere memorabile!
Per il gran finale l'azione si è spostata, da New York prima e dalle lande desolate d'America poi, alla Città delle Stelle costruita dal Governatore Cohen.
Le Pecore Nere si sono inoltrate nella tana del lupo per stanare Nathan Cohen, figura tetra e sfuggente dietro il Progetto PEACEMAKER e le sue creazioni in Bianco sempre più aggressive e letali.
Ma qual'è il nesso reale tra l'uomo più ricco del mondo ed i PEACEMAKERS?
Questo è l'ultimo grande mistero rimasto, e Cohen sembra conoscere la Verità sull'intero Progetto.
Nel frattempo, lontano dalla squadra e dalla città utopica di Miami, la guerra non sembra più soltanto uno spauracchio, ma una minaccia reale.
Ma nell'Utopia di Cohen, dietro la sua immagine di perfezione, le sue ampie strade illuminate, i maestosi e futuristici edifici, la sua tecnologia di derivazione PEACEMAKER, si cela tutto il marcio accumulato in 164 anni di storia americana.
Benvenuti a Miami 1935, la Città delle Stelle, l'ultima notte d'Inverno è appena cominciata!
domenica 15 maggio 2011
Lo Spettro in Bianco
È arrivato il momento di presentare ufficialmente l'ultimo ritrovato di tecnologia PEACEMAKER: lo Spettro in Bianco.
Arrivati a questo punto della campagna è chiaro che gli Uomini in Bianco, prodotto base del Progetto, siano impiegati da diversi rami della Società delle Nazioni.
Lo Spettro in Bianco è il passo successivo, non più automa completamente dipendente da ordini umani, ma unità indipendente in grado di elaborare strategie complesse e di comandare a sua volta gli Uomini in Bianco.
Letali e silenziosi, gli Spettri in Bianco sono dotati di riflessi innaturalmente veloci e di organi di senso differenti da quelli umani.
Pur non avendo occhi o sistemi analoghi, pare che possano individuare senza alcun problema le loro vittime, forse grazie ad un complesso sistema radar non troppo diverso da quello dei pipistrelli.
Ma che cosa sono esattamente questi automi che fin dalla prima sessione in una forma o nell'altra sono stati affrontati dalle Pecore Nere?
Dopo averne combattuti diversi, adesso è chiaro che non siano completamente meccanici: sotto le corazze più o meno spesse si nasconde carne e sangue, seppur nero come il petrolio.
Forse la risposta potrebbe venire da quello che sembra ormai chiaro essere un modello speciale tra essi: Lagrange, il supposto PEACEMAKER #4.
Che i peacemaker come li abbiamo sempre immaginati forse non siano mai esistiti non è più solo un'ipotesi remota...
Arrivati a questo punto della campagna è chiaro che gli Uomini in Bianco, prodotto base del Progetto, siano impiegati da diversi rami della Società delle Nazioni.
Lo Spettro in Bianco è il passo successivo, non più automa completamente dipendente da ordini umani, ma unità indipendente in grado di elaborare strategie complesse e di comandare a sua volta gli Uomini in Bianco.
Letali e silenziosi, gli Spettri in Bianco sono dotati di riflessi innaturalmente veloci e di organi di senso differenti da quelli umani.
Pur non avendo occhi o sistemi analoghi, pare che possano individuare senza alcun problema le loro vittime, forse grazie ad un complesso sistema radar non troppo diverso da quello dei pipistrelli.
Ma che cosa sono esattamente questi automi che fin dalla prima sessione in una forma o nell'altra sono stati affrontati dalle Pecore Nere?
Dopo averne combattuti diversi, adesso è chiaro che non siano completamente meccanici: sotto le corazze più o meno spesse si nasconde carne e sangue, seppur nero come il petrolio.
Forse la risposta potrebbe venire da quello che sembra ormai chiaro essere un modello speciale tra essi: Lagrange, il supposto PEACEMAKER #4.
Che i peacemaker come li abbiamo sempre immaginati forse non siano mai esistiti non è più solo un'ipotesi remota...
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Pax Americana: la Guerra Implicita.
Questa non è mai stata una storia di guerra.
Può sembrare curiosa questa affermazione dato che le Pecore Nere hanno passato tutta la loro carriera a combattere contro il Progetto Peacemaker in giro per l'America.
Eppure per tutta la durata del gdr l'ombra della guerra tra la Società delle Nazioni ed il Dai Nippon Teikoku è rimasta sul di uno sfondo distante, come separato dalla realtà concreta dei nostri antieroi.
Certo, alcuni di loro provengono dall'Impero ma rimane un dato a livello di background seppellito dal presente.
Nè tra tutti i personaggi c'è n'è stato uno asiatico: persino Kyo e O'Leary che pur avevano un ruolo nel grande Impero erano in qualche modo "figli adottivi" del Giappone.
Forse, in un gdr di maggior lunghezza, si sarebbe giunti prima o poi allo scontro diretto con il Dai Nippon Teikoku, ma queste sono solo supposizioni.
Una cosa è certa invece:
Il nemico in Pax Americana è interno, non esterno.
Il Governo Centrale, potere supremo dell'Occidente e imperatore senza volto, è stato senza dubbio l'antagonista principale nelle sue varie incarnazioni: la CIA e le Forze Armate Unificate.
Ma la vera minaccia si cela dietro alle luci di New York Capital, nel profondo della Pax Americana stessa.
Forse anche la Verità si trova su uno sfondo differente ed irraggiungibile.
D'altronde cosa non viene mostrato in questo gdr assume molto più valore di ciò che viene mostrato.
Ma allora, se non è una storia di guerra, qual'è il tema di Pax Americana?
Mi piace pensare che ognuno di voi abbia trovato un significato personale, quanto al sottoscritto, credo che ci siano diversi temi interessanti all'interno di Pax Americana.
Ma di questo parlerò a gdr terminato!
sabato 14 maggio 2011
Pax Americana: la cronologia delle sessioni.
Meno due alla conclusione della campagna!
Ecco la sinossi della terz'ultima sessione che conclude il mini arco narrativo della fuga , le ultime due puntate saranno occupate interamente dalla resa dei conti finale.
Dato che sono gli ultimi riassunti, mi prendo la libertà di dilungarmi un pochettino nei dettagli:
13 # Issue: THE LAST JOURNEY [29.01.1940]
Baia del Delaware, il limite sud del New Jersey.
Dopo essersi paracadutata in mare, la squadra lotta contro la forte corrente per arrivare alla riva sabbiosa che si intravede lontano.
Bagrat, rimasto impigliato tra le funi, viene salvato dall'annegamento da Rodney Washington, soldato afroamericano della loro scorta a cui avevevano fornito un paracadute risparmiandolo.
Giunti faticosamente a riva, i tre familiarizzano con Rodney la cui filosofia di vita vagamente antigovernativa lo porta a guardare con indifferenza i possibili assassini del presidente.
Il soldato decide di unirsi al gruppo nella ricerca di segni di civiltà.
Dopo aver marciato in mezzo alle dune erbose mentre dalla baia cupi tuoni rimbombano forse provocati da un bombardamento, il gruppo giunge in un paesino disabitato fin dalla pandemia.
Comincia l'esplorazione tra i vari ruderi alla ricerca di qualsiasi cosa possa tornale utile: dopo aver scovato in un capannone un furgone degli anni '10 miracolosamente funzionante nonostante versi in condizioni pessime, caricano il ciarpame raccolto e con la poca benzina accumulata puntano verso nord.
Una sensazione familiare pervade Ryan mentre nel cielo che preannuncia tempesta qualcosa che si muove ad una velocità notevole si avvicina alla loro posizione.
Si tratta del WASP, un veivolo argenteo simile ad un insetto alato grande quanto un'autopompa dei vigili del fuoco discendente dall'Icarus.
Il WASP punta su di loro colpendo in pieno il furgone per poi ribaltarsi nell'impatto dimenandosi come se fosse un essere vivente.
Il gruppo, gettatosi poco prima dell'urto sull'asfalto, si avvicina per esaminare il veivolo trovando sul suo ventre un portellone.
Appena Ryan forza il portellone, una figura spettrale schizza fuori dal velivolo cercando di trafiggere il giovane con due lunghe lame attaccate alle sue braccia.
È lo Spettro in Bianco, letale evoluzione degli Uomini in bianco.
Bagrat, tornato di corsa al furgone, improvvisa una molotov con la benzina rimasta.
Armato solo di un coltello, Alexander si lancia all'attacco del nemico dando il tempo a Ryan di entrare nell'abitacolo del WASP.
Il professore e Rodney tentano di girare il velivolo verso lo Spettro ma l'impresa si rivela ardua a causa della mole dell'insetto meccanico.
Nel frattempo Bride messo alle strette dallo Spettro riesce ad affondare il coltello nel ginocchio dell'essere venendo a sua volta trafitto dalla sua grande lama ad un braccio.
Il muso del WASP punta proprio contro lo spettro, ma Alexander è in mezzo alla traiettoria.
Ma Bride, convinto di morire, viene salvato dall'improvvisazione di Rodney che attira l'attenzione dello Spettro che si getta verso di lui.
È il momento di agire: mentre Ryan cerca disperatamente all'interno del WASP un qualsiasi armamento, Bagrat lancia la moltov addosso allo spettro che viene avvolto dalle fiamme.
E mentre l'essere si dimena bruciando, Ryan fuoriesce dall'abitacolo con la mitragliatrice a nastro incorporata nel veivolo aprendo il fuoco sullo Spettro riducendolo quasi a brandelli.
Benchè allo stremo, i nostri antieroi non possono permettersi di fermarsi, l'ultimo viaggio delle Pecore Nere non è ancora concluso.
Ecco la sinossi della terz'ultima sessione che conclude il mini arco narrativo della fuga , le ultime due puntate saranno occupate interamente dalla resa dei conti finale.
Dato che sono gli ultimi riassunti, mi prendo la libertà di dilungarmi un pochettino nei dettagli:
13 # Issue: THE LAST JOURNEY [29.01.1940]
Baia del Delaware, il limite sud del New Jersey.
Dopo essersi paracadutata in mare, la squadra lotta contro la forte corrente per arrivare alla riva sabbiosa che si intravede lontano.
Bagrat, rimasto impigliato tra le funi, viene salvato dall'annegamento da Rodney Washington, soldato afroamericano della loro scorta a cui avevevano fornito un paracadute risparmiandolo.
Giunti faticosamente a riva, i tre familiarizzano con Rodney la cui filosofia di vita vagamente antigovernativa lo porta a guardare con indifferenza i possibili assassini del presidente.
Il soldato decide di unirsi al gruppo nella ricerca di segni di civiltà.
Dopo aver marciato in mezzo alle dune erbose mentre dalla baia cupi tuoni rimbombano forse provocati da un bombardamento, il gruppo giunge in un paesino disabitato fin dalla pandemia.
Comincia l'esplorazione tra i vari ruderi alla ricerca di qualsiasi cosa possa tornale utile: dopo aver scovato in un capannone un furgone degli anni '10 miracolosamente funzionante nonostante versi in condizioni pessime, caricano il ciarpame raccolto e con la poca benzina accumulata puntano verso nord.
Una sensazione familiare pervade Ryan mentre nel cielo che preannuncia tempesta qualcosa che si muove ad una velocità notevole si avvicina alla loro posizione.
Si tratta del WASP, un veivolo argenteo simile ad un insetto alato grande quanto un'autopompa dei vigili del fuoco discendente dall'Icarus.
Il WASP punta su di loro colpendo in pieno il furgone per poi ribaltarsi nell'impatto dimenandosi come se fosse un essere vivente.
Il gruppo, gettatosi poco prima dell'urto sull'asfalto, si avvicina per esaminare il veivolo trovando sul suo ventre un portellone.
Appena Ryan forza il portellone, una figura spettrale schizza fuori dal velivolo cercando di trafiggere il giovane con due lunghe lame attaccate alle sue braccia.
È lo Spettro in Bianco, letale evoluzione degli Uomini in bianco.
Bagrat, tornato di corsa al furgone, improvvisa una molotov con la benzina rimasta.
Armato solo di un coltello, Alexander si lancia all'attacco del nemico dando il tempo a Ryan di entrare nell'abitacolo del WASP.
Il professore e Rodney tentano di girare il velivolo verso lo Spettro ma l'impresa si rivela ardua a causa della mole dell'insetto meccanico.
Nel frattempo Bride messo alle strette dallo Spettro riesce ad affondare il coltello nel ginocchio dell'essere venendo a sua volta trafitto dalla sua grande lama ad un braccio.
Il muso del WASP punta proprio contro lo spettro, ma Alexander è in mezzo alla traiettoria.
Ma Bride, convinto di morire, viene salvato dall'improvvisazione di Rodney che attira l'attenzione dello Spettro che si getta verso di lui.
È il momento di agire: mentre Ryan cerca disperatamente all'interno del WASP un qualsiasi armamento, Bagrat lancia la moltov addosso allo spettro che viene avvolto dalle fiamme.
E mentre l'essere si dimena bruciando, Ryan fuoriesce dall'abitacolo con la mitragliatrice a nastro incorporata nel veivolo aprendo il fuoco sullo Spettro riducendolo quasi a brandelli.
Benchè allo stremo, i nostri antieroi non possono permettersi di fermarsi, l'ultimo viaggio delle Pecore Nere non è ancora concluso.
domenica 8 maggio 2011
I due volti di Ryan Shaw.
Ho deciso di donare un nuovo aspetto a Ryan cercando di farlo combaciare maggiormente con la sua personalità combattiva.
Non ho alterato completamente i suoi tratti, ho in parte tenuto conto del ritratto precedente che comunque poteva essere valido.
Si potrebbe dire che il cambiamento d'aspetto riflette il fatto che esistono due Ryan di cui uno di essi appartiene irrimediabilmente al passato.
Ora che il Presidente Roosevelt è morto, molto probabilmente non sapremo mai chi era veramente il capitano Ryan Shaw dell'Aviazione Unificata: forse una persona completamente differente, forse non così diverso dal Ryan odierno.
Ryan Shaw [1940]
Ryan Shaw [1926]
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